«LIFE IS GOOD - Flogging Molly» la recensione di Rockol

Celtic punk a tutta birra per i Flogging molly

Il nuovo album in studio dei Flogging Molly non delude, anzi... convince sempre più

Recensione del 14 giu 2017 a cura di Andrea Valentini

La recensione

Flogging Molly, Dropkick Murphys e Mahones sono, più o meno, la sacra triade del folk punk con vibrazioni celtiche: è un dato di fatto e non c’è molto da obiettare. E i Flogging Molly arrivano, con questo album, alla loro sesta prova in studio con una carriera ormai ventennale alle spalle e un nome che si è consolidato nella scena, grazie soprattutto a una consistente attività concertistica. Del resto la musica dei FM e dei loro colleghi nasce per esaltare le situazioni live: che piaccia o no questo tipo di punk con striature folk stile vecchia Irlanda si sposa perfettamente con l’atmosfera dei concerti, la birra, le ammucchiate di persone, la voglia di socializzare…

Certo, sono passati più di cinque anni dal loro precedente disco in studio, ma i fan non li hanno assolutamente mollati – del resto hanno suonato regolarmente dal vivo, non facendosi dimenticare. Il risultato di questa nuova puntata in studio non delude affatto: se li amavate, li amerete come prima, più di prima (cit.), anche con questo album.

Dunque la formazione - con base a Los Angeles (ma con radici irlandesi) - affonda il piede sull’acceleratore con decisione e sicurezza, consegnando ai posteri una dozzina secca di brani macerati nel migliore alcool irlandese, con l’odore degli Irish pub più caratteristici e quel tipico mood celtico-tradizionale, in cui attitudine festaiola e profonda malinconia si fondono, ondeggiano, si sorreggono a vicenda e si baciano con passione come una coppia di amanti che torna a casa a piedi, dopo una serata di stravizi.

Il punk e le sonorità celtiche, ancora una volta, sono mescolati e cucinati a dovere dai Flogging Molly, che risultano credibili – il rischio di cadere nel macchiettismo è elevatissimo in questi campi – grazie a pezzi che mantengono alto il livello di pathos, capaci di coinvolgere. E scommettiamo che live una buona parte dei brani di “Life Is Good” si guadagnerà un posto in scaletta.

Certo, questa volta diverse composizioni spingono lievemente più sul versante celtic che non su quello punk, ma non è decisamente un problema: inoltre la produzione pulita, ma spigolosa e hard, contribuisce a rendere dinamico il risultato, che ha un impatto rock cristallino e moderno.

TRACKLIST

01. There's Nothing Left Pt. 1 (02:23)
03. Welcome To Adamstown (03:04)
06. Life Is Good (04:02)
07. The Last Serenade (Sailors And Fishermen) (04:23)
10. Hope (03:27)
11. The Bride Wore Black (02:59)
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