«UOMO DONNA - Andrea Laszlo De Simone» la recensione di Rockol

Tra Battisti e i Tame Impala: il sorprendente album d'esordio di Andrea Laszlo De Simone

A cavallo tra pop, cantautorato e psichedelia, musica che vive in un tempo tutto suo dove convivono passato, presente e futuro: ecco il primo disco della nuova scommessa della 42 Records.

Recensione del 12 giu 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Beh, bel pezzo. Gran bel pezzo.  Parlo di “Vieni a salvarmi”, i sette minuti e mezzo (!) che non ho trovato nell’ultimo dei Verdena e che sinceramente, finché non li ho ascoltati qui, manco cercavo. Ecco, adesso che il pezzo l’ho ascoltato, “Vieni a salvarmi” mi ha aperto un po’ un mondo. Un mondo governato da Andrea Laszlo De Simone, cantautore sui generis che ama il pop quanto la psichedelia, il cantautorato e la sperimentazione, e che di tutte queste sfumature si nutre per generare una sua personale visione del nostro mondo. Una visione tra il malinconico e il grottesco ("Questo non è amore"), sempre assolutamente irresistibile. Una visione del mondo e, più in particolare, dell’amore. “Uomo donna” è il titolo di questa visione.

Un elogio al vissuto amoroso nel senso più romantico del termine e che proprio per questo, inevitabilmente, parla anche di abbandoni, mancanze, tradimenti, solitudini. L’illusorietà della realtà ci seduce e ci accieca e l’amore ci rende forti, fragili, uniti e soli.

Ascoltare “Meglio” aiuta a capire il concetto. Il disco è stato autoprodotto e registrato in presa diretta in collaborazione con il fonico bolognese Giuseppe Lo Bue, successivamente post-prodotto e mixato utilizzando tecniche sperimentali a cavallo tra l’analogico e il digitale. Una scelta tecnica che applicata al songwriting di De Simone ha generato un disco che effettivamente chiama in causa Battisti ("Solo un uomo") tanto quanto i Tame Impala, ma lo fa con un grande rispetto per entrambi, prendendo il meglio degli ascolti dei due e portandolo ad un livello successivo, del tutto personale. Quel che si dice interpretare. Come? Il disco è stato anticipato dal primo singolo e titletrack “Uomo donna”, e dalla già citata “Vieni a salvarmi”:

Un grido d’aiuto disperato e che in realtà vuole rappresentare una resa, come evidenziato dal video scritto e diretto dallo stesso Andrea Laszlo De Simone insieme a Gabriele Ottino. Il tentativo è quello di raccontare la distanza che intercorre fra la realtà e la nostra proiezione di essa. La realtà per come la vediamo e la percepiamo è il frutto della nostra elaborazione mentale: non a caso la narrazione si basa sulla contrapposizione fra le immagini di un naufrago cieco immerso nel bianco (Sergio Rubino) e le immagini della sua stessa soggettiva che appare invece ricca di dettagli. 

Un pezzo splendidamente psichedelico che definisce un lavoro altrettanto psichedelico, c’è ben poco da aggiungere; penso sia proprio questa l’unica vera chiave di lettura. Pezzi come “Eterno riposo”, il mio preferito del disco, e “Gli uomini hanno fame” (sette minuti il primo, undici il secondo) lasciano poco spazio ai dubbi, e tantissimo all’immaginazione. Immaginazione di chi ascolta che viene costantemente stimolata dai continui cambi di mood, dagli arrangiamenti, dalla pasta sonora che De Simone ha conferito all’intero lavoro, un pop sui generis che risplende nella sua amara oscurità. Benissimo in questo senso “La guerra dei baci” e la doppietta finale “Fiore mio” e “Sparite tutto”, pezzo questo che rimanda invece ai Radiohead, dove melodia, delicatezza e inventiva si fondono alla perfezione in una coda potenzialmente interminabile, conferendo un’invidiabile profondità al tutto. 

Personalmente ritengo quindi “Uomo donna” un ottimo disco. Davvero ottimo. Questa è, molto schiettamente, la mia valutazione finale. Perché quando capitano per le mani opere così complete, pensate e realizzate con un'obiettivo creativo ed estetico ben chiaro in testa, l’unica cosa da fare è mettere la testa fuori dal finestrino e godersi il viaggio, senza tanti giri di parole. Potenzialmente questo è uno dei dischi migliori del 2017, almeno per me. Perché è finalmente diverso, è rischioso (non solo perché i pezzi sono di base lunghi e complessi, ma per come dicono quello che vogliono dire) e per questo interessante. 

Mettiamoci poi che De Simone è un personaggio vero e il gioco è fatto: 

Andrea Laszlo De Simone c’è.
Anche se forse non esiste.
Andrea Laszlo De Simone ha un nome, un secondo nome, un cognome e una faccia.
Cosa che di questi tempi è quasi una rarità.
Andrea Laszlo De Simone è uno, ma è anche sei.
Un cantautore travestito da band. Una band travestita da cantautore.

Un bel colpo per la 42 Records, etichetta che alla festa per i primi dieci anni di attività può permettersi il lusso di mettere sul piatto un lavoro come questo.

TRACKLIST

01. Uomo Donna (04:51)
02. Sogno l'amore (08:45)
03. Vieni a salvarmi (07:21)
04. Meglio (05:30)
05. Solo un uomo (05:48)
06. Eterno riposo (07:12)
07. Questo non è amore (04:18)
09. Che cosa (05:03)
10. La guerra dei baci (04:18)
11. Fiore mio (03:53)
12. Sparite tutti (09:23)
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