«CAPTURE - Thunder Dreamer» la recensione di Rockol

Thunder Dreamer - CAPTURE - la recensione

Recensione del 12 giu 2017 a cura di Antonio Ciruolo

La recensione

Dei Thunder Dreamer non si conoscono molte cose. Sono una band americana molto giovane, poca storia alle spalle, tanta voglia di fare musica e un talento davvero sopraffino. Nati e cresciuti nell’Indiana - precisamente nella città di Evansville - fanno il loro esordio nel 2013 con un EP omonimo composto da cinque brani inediti e l’anno seguente registrano il loro primo disco studio “Lonesome Morning”. Poi un lungo silenzio durato circa tre anni interrotto dalla pubblicazione del loro secondo lavoro “Capture”, pubblicato in queste ultime settimane dall’etichetta californiana 6131 Records.

La musica che promuovono è un rock leggero con delle influenze provenienti dall’indie più classico e dal folk. Niente posto per brani dai toni sdolcinati e infantili, ma un sound costruito nel dettaglio con una ricerca minuziosa di suoni e metriche che rendono ancor più piacevole l’ascolto del disco a riprova del grande talento artistico del gruppo.

Anche la scelta di un cantato in falsetto ad opera del chitarrista Steven Hamilton - leader della band - è la conferma ulteriore di quanto questo album sia stato il frutto di un lungo lavoro perseguito con tanta dedizione. L’arrangiamento utilizzato in “Capture” è molto variopinto quasi come la tavolozza di un pittore. Le otto tracce racchiudono l’anima giovane e sognante del quartetto americano.

Seguendo questa direzione Steven Hamilton insieme agli altri tre membri Zach Zint (piano), Alex Wallwork (basso) e Corey Greenfield (batteria) hanno dato vita a un mix perfetto di suoni così diversi ma altrettanto complementari. Si parte con “Why Brother” - il brano di apertura - che unisce le atmosfere più profonde del piano con un sottile riff di chitarra che prende potenza durante lo scorrere dei quasi sei minuti e mezzo della traccia per poi affievolirsi nella fase conclusiva. L’omonima “Capture” invece è un sogno che si interrompe all’improvviso; il suono corposo della chitarra che regala quel tocco magico al pezzo si spezza bruscamente e si trasforma in un vortice di aggressività, sempre misurata e mai fuori tono, con suoni più duri e secchi. “You Know Me” invece identifica il perfetto singolo da lanciare in radio; una melodia che ti entra in testa accompagnata da una deliziosa sezione ritmica che da la giusta spinta al pezzo.

Un bel disco da ascoltare: “Capture” dei Thunder Dreamer. Segnatevi questo nome perché ne vale davvero la pena. 

TRACKLIST

01. Why Bother (06:34)
02. You Know Me (04:10)
03. Capture (05:20)
04. The Bridge (04:38)
05. St-Malo (05:41)
06. Live on Without Me (04:13)
07. Living Like the Rest (06:19)
08. Victoria (05:21)
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