«WHITEOUT CONDITIONS - New Pornographers» la recensione di Rockol

Un nuovo inizio, graziosamente imperfetto...

"Whiteout Conditions", la prima prova dei New Pornographers senza Dan Bejar: la recensione di Rockol

Recensione del 14 apr 2017 a cura di Davide Poliani

La recensione

Rischiava di essere uno di quei punti di svolta capaci di far rimpiangere il passato, il settimo disco dei New Pornographers: l'uscita dalle fila di Dan Bejar - ora Destroyer full time -, che da sempre aveva condiviso con Carl Newman le incombenze di scrittura, poteva significare se non la fine del gruppo per lo meno un radicale cambio nell'equilibrio interno dello stesso, o - peggio ancora - una mutilazione da scontare con una visione e un orizzonte in studio più limitati, per ovvie ragioni di forza maggiore.

La (buona) notizia è che non è successo niente di tutto ciò. "Whiteout Conditions" è un buon disco, che si inserisce sul solco dei recenti "Brill Bruisers" e "Together" pur marcandone inevitabilmente la distanza. Rimasto da solo al timone, Newman si è lasciato guidare dalla sua penna nella sfornare ganci melodici efficacissimi e ritornelli killer, assecondando al meglio una Neko Case in stato di grazia: "Play Money", in apertura, la title track, "Colosseums", "Clock Wise" giusto per citare i quattro esempi più smaccati, sono canzoni pop volutamente quasi perfette dove tutte le tessere del mosaico trovano una collocazione con una facilità disarmante. E no, non c'è schematismo: Newman è raffinato e intelligente, e ha abbastanza esperienza per costruire strutture senza far pesare né la sua presenza autoriale né la formula alla quale inevitabilmente si è affidato.

Certo, come un quadro di Mondrian "Whiteout Conditions" e piuttosto bi(o tri, al massimo)cromatico, e di certo non insegue il gusto per le sfumature. E' una scelta deliberata, ovviamente, che potrebbe fare piacere: il dualismo tra power chord e arpeggiatori synth diverte ed è efficace, e connota, ma alla lunga rischia di uniformare all'eccesso. Meglio allora osare, anche a costo di apparire pretenziosi, come in "We've Been Here Before", sognante suite vocale dove - se non altro in termini di arrangiamento - si tenta una timida uscita dal seminato. Però, appunto, se la cifra per superare l'impasse della defezione "pesante" è l'imperfezione volontaria i conti tornano: oltre ad avere un direzione, i nuovi New Pornographers sembrano già sulla strada giusta. Che è decisamente di più di uno scampato pericolo...

TRACKLIST

01. Play Money (04:37)
02. Whiteout Conditions (04:08)
03. High Ticket Attractions (03:51)
04. This Is The World Of The Theater (04:27)
05. Darling Shade (02:57)
06. Second Sleep (03:14)
07. Colosseums (03:15)
08. We've Been Here Before (03:52)
09. Juke (03:29)
10. Clockwise (03:14)
11. Avalanche Alley (04:11)
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