DI IMPERFEZIONE

Nufabric Records (Digitale)

Voto Rockol: 3.5 / 5
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di Mattia Marzi

In molti se la ricordano per la sua partecipazione ad X Factor, nel 2009, in gara tra i ragazzi della categoria 16-24 quell'anno capitanata da Simona Ventura, la stessa in cui gareggiavano Ambra Marie (da qualche mese volto di punta di Rock Tv e da poco tornata sulle scene musicali con un nuovo album) e Daniele Magro (oggi autore di successo per, tra gli altri, Emma, Giusy Ferreri, Alessandra Amoroso, Noemi). Eppure, zitta zitta, Serena Abrami di strada ne ha percorsa nel corso di questi sette anni, incontrando nel suo percorso alcuni compagni di viaggio: Ivano Fossati le ha regalato una sua canzone ("Tutto da rifare"), Niccolò Fabi ha scritto per Serena il brano che la cantautrice marchigiana ha poi portato in gara tra le "Nuove proposte" al Festival di Sanremo 2010, "Lontano da tutto". E poi la collaborazione con Luca "Vicio" Vicini dei Subsonica, quella con Luca Barbarossa e gli GnuQuartet. E i concerti aperti per Max Gazzé, Cristina Donà e Suzanne Vega. A distanza di quasi sei anni dal suo album di debutto (pubblicato dalla EMI), la cantautrice pubblica ora il suo nuovo lavoro, "Di imperfezione", che raggiunge il mercato per l'etichetta indipendente marchigiana Nufabric.

Il disco, registrato tra le Marche e l'Inghilterra, è la sintesi di tutti questi anni: Serena ha lavorato alle sue nuove canzoni insieme a un team ristretto di musicisti, Enrico Vitali alle chitarre e al basso, Mauro Rosati ai synth e al basso e Marcello Piccinini alla batteria, tutti provenienti da esperienze diverse nel panorama della musica indipendente. Per quanto riguarda gli arrangiamenti di alcune canzoni, poi, la cantautrice si è avvalsa della collaborazione di Ale Bavo (già collaboratore di Subsonica, Cristina Donà, Virginiana Miller) e Filo Quaglia, mentre Steve Lyon - produttore inglese già al fianco di Cure, Depeche Mode e degli stessi Subsonica - cura la produzione artistica di "1993" e "Via di casa".

Ed è proprio al mondo indie che questo nuovo disco della cantautrice marchigiana strizza l'occhio, nel mood (con testi ricercati e enigmatici - per la maggior parte frutto della collaborazione con lo scrittore torinese Luca Ragagnin e Francesco Ferracuti) come nei suoni. Che sono spigolosi, crudi, scoscesi, fatti di chitarre distorte, sintetizzatori minacciosi e sinistri, bassi aggressivi e feroci. Un suono che, nel complesso, potremmo definire sporco: che sa, appunto, "di imperfezione". È così anche nei brani all'apparenza più delicati: "Di imperfezione", ad esempio, parte come una ballad pianistica, ma poi entrano basso, chitarra e batteria a scompigliare, tempestare e scombussolare quell'equilibrio tenue. "Il lago", scritta da Max Casacci dei Subsonica e Ale Bavo, è un'eccezione alla regola, ma è un pezzo comunque segnato da una certa oscurità e cupezza, con musica e parole che sembrano dipingere la scena di un lago notturno, circondato da piccoli banchi di nebbia.

Tra le influenze potremmo inserire sicuramente Paola Turci ("Benedicite"), Carmen Consoli ("Invisibile"), i Subsonica (per lo più nel suono di pezzi elettronici come "Diva sola"), ma anche Cristina Donà e Marina Rei. Alla lista potremmo aggiungere anche la Elisa degli esordi, quella di dischi come "Pipes & Flowers" e "Asile's World": Serena Abrami, con questo suo nuovo album, la ricorda soprattutto nei suoni e nelle atmosfere. "Di imperfezione" è un disco difficile da ascoltare, è duro ed impervio: richiede più di un ascolto per essere compreso, e un po' di attenzione. Concedetegliela e non resterete delusi.

 

TRACKLIST

01. Di imperfezione - (04:01)
02. Benedicite - (04:16)
03. Forse è culturale - (03:33)
04. Pioggia sul reduce - (03:47)
05. Invisibile - (03:44)
06. Diva sola - (03:47)
07. Il lago - (04:07)
08. Credo - (03:33)
09. Chiudi gli occhi - (03:20)
10. _1993 - (05:08)
11. Via di casa - (04:07)