«WHO YOU SELLING FOR - Pretty Reckless» la recensione di Rockol

Pretty Reckless - WHO YOU SELLING FOR - la recensione

Recensione del 02 nov 2016 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Taylor Momsen è cresciuta ed è diventata Sheryl Crow. Almeno stando a “Take me down”, nuovo singolo della bionda che fu Jenny Humphrey in Gossip Girl, che in effetti suona molto più alla voce di “Soak up the sun” che non a quell’ibrido di glamour e metal con tanta voglia di nudità gratuita cui i Pretty Reckless sostanzialmente devono la notorietà.

Con una voglia di stupire innata, la Momsen sembra aver deciso un cambiamento piuttosto netto per dare ai suoi 23 anni il regalo dell’album della maturità, scegliendo per l’occasione un look più sobrio e soprattutto cambiando di misura le proprie coordinate musicali. Un peccato, potrebbe dire qualcuno, eppure, nonostante la formula “Pretty Reckless” sia di per sé plasticosa quel tanto al chilo, questo non ne ha mai fatto necessariamente un prodotto di basso livello a priori. Il precedente “Going to hell” era tutto sommato un album godibile, mirabile nella sua copertina essenziale, capace di mostrare le chiappe della cantante con tanto di elegante freccia verso il basso a indicare l’obiettivo. E, ironia a parte, risultava piacevole all’ascolto oltre che alla vista.

 

Ora, con una carriera di quasi dieci anni alle spalle, la modella/attrice/cantante e la sua accolita consegnano al mercato “Who you selling for”, loro terza prova in studio sulla lunga distanza. La voglia di cambiare dicevamo, è stata tanta, ma non ha portato poi tutta quella ventata di novità positiva che era lecito aspettarsi. Purtroppo nel recente album la varietà di stili è tanta che, spesso, alla bussola impazzita subentra anche un certo sbadiglio. Alternando momenti in linea con la consueta ugola ruvida della bella Taylor a episodi in leggero odore di country, folk, blues e una certa propensione per situazioni alla Queen (l’intro piano e voce di “The walls are closing in” ad esempio), i brani presentati fanno fatica a convivere assieme. Il passaggio da star della tv a modella e poi, ancora, da dominatrice in latex a ragazza nervosetta della provincia americana è stato talmente rapido che la metabolizzazione richiede molto più tempo di quanto la stessa Momsen sembra voler concedere al proprio business.

 

Musicalmente “Who you selling for” è meno diretto di altre uscite perché, cercando di affrancarsi dall’esposizione continua delle grazie della loro ragazza immagine e si impegola nella ricerca di una via più adulta al proprio sound, cosa che a una band con qualche limite di credibilità non riesce del tutto. Il problema che affligge l’ascolto sono in effetti i toni poco divertiti e quell’aura di chi vuole prendersi troppo sul serio senza una credibile ragione alla base e, soprattutto, alla fine quello che manca è un buon motivo per rimettere il disco nuovamente sul piatto. Sia beninteso, qualcosa di buono c’è, la già citata “Take me down” è piaciona e con il tiro giusto per l’airplay radiofonico, così come la morbida “Bedroom window. Purtroppo però, nonostante i lodevoli intenti di affrancarsi da un’immagine fin troppo stereotipata di chitarre distorte e completi sadomaso, questa ostentata nuova consapevolezza artistica lascia troppo spazio al già sentito.

 

La voce della Momsen è grintosa e ruvida, e tutto sommato più a fuoco di prove vocali ben più strombazzate di dive e starlette che dal patinato mondo a cavallo tra moda e showbiz hanno provato a darsi al canto. Nell’arena della musica ci sono entrate in tante, da Juliette Lewis a Scarlett Johansson, passando per cose che non sempre fa piacere ricordare, tipo l’album di Paris Hilton. Pur con una autenticità tutta propria e, fortunatamente più efficace di tante altre, il lavoro dei Pretty Reckless è ancora lontano dal definirsi compiuto. Fuori dalla comfort zone della riot girl con il trucco pesante, parafrasando il titolo dell'album c’è ancora da scegliere per chi vendersi, se seguire la via del trasformismo in stile Madonna o se piuttosto buttarsi sul versante dell’icona ghettizzata e (forse) incompresa alla Courtney Love.

TRACKLIST

01. The Walls Are Closing In / Hangman (06:36)
02. Oh My God (03:25)
03. Take Me Down (04:13)
04. Prisoner (03:00)
05. Wild City (04:48)
06. Back To The River (05:07)
07. Who You Selling For (02:47)
08. Bedroom Window (02:04)
09. Living In The Storm (05:01)
10. Already Dead (04:16)
11. The Devil's Back (07:06)
12. Mad Love (03:23)
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