«WILLENNIUM - Will Smith» la recensione di Rockol

Will Smith - WILLENNIUM - la recensione

Recensione del 30 nov 1999

La recensione

Non deve essergli sembrato vero, a Will Smith, di tornare a fare il suo primo lavoro (il rapper) con alle spalle una manciata di film di successo – Indipendence day, Men in black, Sei gradi di separazione – che lo hanno reso talmente famoso da non poter circolare per strada senza bloccare il traffico. Per chi se lo ricorda prima – un po’ pudico ma già simpatico, molto bravo ragazzo con fantasie da grande – non era stato difficile seguire the rise & fall di DJ Jazzy Jeff & The Fresh Prince, il suo duo di hip hop con forti venature mainstream. “He’s the dj, I’m the rapper” l’aveva rivelato al mondo, “Homebase” ne aveva confermato il talento, “Code red” segnava un momento di stallo. La carriera post cinema – svolta comunque sotto l’egida di DJ Jazzy Jeff , accantonato nell’ombra per far risplendere soltanto la ditta solista – è trionfale e meritoria, visto che Will con il suo rap si diverte e fa divertire, pensando e agendo in grande: “Big Willie style” in questo senso è un monumento del rap-pop anti-gang, tutto divertimento, buoni propositi e messaggi positivi, sostenuto da campionamenti griffati e brani trascinanti. “Willennium” purtroppo di quel fortunato esperimento mantiene la formula – i campionamenti di questo album schierano Michael Jackson, i Clash, Tito Puente, Doug E. Fresh, José Feliciano, gli ospiti si chiamano Lil’Kim, K-ci, Mc Lyte, Slick Rick – ma non i contenuti. L’album sarà sì un po’ più sperimentale del suo predecessore, dal punto di vista artistico sicuramente un disco ‘conservatore’, però il risultato finale è quello di un album che stenta a resistere al livello dell’apertura. “I’m comin’” è un ottimo inizio, “Will 2k” un singolo da paura, “Da butta” e “La fiesta” occhieggiano a ogni tipo di mercato, però lentamente l’ispirazione svanisce e affiora soltanto il mestiere. E i cari vecchi difetti di The Fresh Prince. Per non dire che la risatina ‘scat’ che Smith esibisce orgoglioso come un marchio di fabbrica all’inizio di ogni pezzo finisce per essere irritante dopo la traccia 6, cioè neanche a metà dell’album. Insomma, come regalo di ‘inizio willennium’ ci aspettavamo qualcosa di più…
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