«AUSTIN POWERS VOL.2 - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - AUSTIN POWERS VOL.2 - la recensione

Recensione del 29 nov 1999 a cura di Redazione

La recensione

Se fossimo inglesi potremmo limitarci a considerare “insolita” la pubblicazione di due cd tratti dal cult-movie pecoreccio con Mike Myers. “Insolita” è un tipico “understatement” made in England; altri direbbero che 2 cd al prezzo di 2, ma della durata congiunta appena superiore a uno, sono semplicemente una gioviale operazione di spremitura intensiva di quegli agrumi che siamo noialtri fessi - detti anche “il pubblico”. Non ci indigniamo solo perché comprendiamo che Madonna, artista dalla grande capacità di rinnovarsi blablabla, ha bisogno di pagarsi la sua nuova casetta da 15 miliardi a Londra, e dunque la di lei etichetta ha deciso di spremere anzitutto gli inglesi. Sono loro, avendo decretato il trionfo dell’Alvaro Vitali locale, a trovare deliziose le scempiaggini di Myers eternate anche in alcune tracce del cd. Quindi, il nostro cuore non piange per il loro esborso; se poi ci sono italiani che si sono fatti contagiare, possiamo solo dire che a nostro modesto parere Myers e i suoi sceneggiatori dovrebbero guardare a Massimo Boldi e ai fratelli Vanzina come a giganti dal ricercatissimo “humour”.
Il primo disco tratto dalla colonna sonora peraltro aveva dalla sua “Beautiful stranger”, grazioso pasticcino sixties di Madonna medesima. Per rendere un po’ appetibile anche il Volume 2, ne compare il remix dell’amato Calderone - ma come potete intuire non è la stessa cosa, no. Rispetto al primo album però c’è meno schizofrenia temporale. In quello si puntava su successi “a scatola chiusa”, preparati per i teenagers, come “American woman” nella versione di Lenny Kravitz o come “Word up” di Scary Spice (che poi non è stato un successo neanche a scatola aperta, ma pazienza). Qui si strizza l’occhio ad ascoltatori più navigati, mescolando alla salsa “acida” di Steppenwolf e Guess Who (con la “American woman” originale) qualche brano attuale, ma pervaso da uno spirito affine (Propellerheads, o They Might Be Giants).
Ma a meno che non foste in cerca proprio di due canzoni non facilissime da trovare neanche nelle compilation come quelle di Zombies e Guess Who, il nostro sconsolato compitino si conclude senza troppi motivi per effettuare l’acquisto. Casomai, siamo ammirati dal fatto che il sempre più incalzante aggancio tra le strategie discografiche britanniche e quelle italiane porti nei nostri negozi addirittura due dischi tratti dalla colonna sonora di un film che è di serie Z solo perché l’alfabeto finisce lì.

Tracklist:

“Austin meets Felicity” (Film dialogue)
“Am I sexy?” (Lords of Acid)
“I’m a believer” (The Monkees)
“Magic carpet ride” (Steppenwolf)
“American woman” (The Guess Who)
“Get the girl” (Bangles)
“Bachelor pad” (Fantastic Plastic Machine)
“Let’s get it on” (Marvin Gaye)
“Crash!” (Propellerheads)
“Time of the season” (Zombies)
“Dr. Evil” (They Might Be Giants)
“The Austin Powers shagaphonic” (George Clinton)
“Beautiful stranger - Calderone mix”
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