«SANTERIA - Marracash & Guè Pequeno» la recensione di Rockol

Marracash & Guè Pequeno - SANTERIA - la recensione

Recensione del 29 giu 2016 a cura di Fabrizio Zanoni

La recensione

"Santeria" è un disco che ha inevitabilmente generato grandi aspettative. Unisce i due esponenti principali della Dogo Gang (insieme a Jake la Furia) in un intero progetto, una cosa che non si è vista quasi mai nel rap italiano, nonostante la consuetudine al featuring singolo. Molti i punti di contatto tra i due: le origini nella scena milanese, il fatto di essere considerati due "belli" del rap italiano, la lunga amicizia e un ultimo disco solista dalle vendite non scintillanti.

Per questo progetto Marra e Gue si affidano a 11 produttori per 15 brani dove troviamo buona parte del best of dei beatmaker dello stivale (tra gli altri Don Joe, Shablo, Deleterio e 2nd Roof). Nessun ospite (li troveremo forse in una futura versione de luxe del disco?) nelle 14 canzoni di un lavoro che ci tengono a far sapere essere stato scritto tra Tenerife, Brasile e Milano. Il livello dei brani è piuttosto uniforme, nessuno che si stacchi nettamente dal gruppo, ognuno farà la sua classifica in base al gusto personale delle rime e delle tematiche toccate

Diciamo subito che il rap come esigenza comunicativa del primo album solista di Marra o delle Sacre Scuole di Guè non abita più qui.  E non troverete nemmeno il racconto del disagio o i riferimenti alla scena americana (dove fare vita da strada a South Central LA è un filino più problematico che avere problemi alla Barona di Milano).

Ma vivere con un proiettile in corpo o essere sfuggito a qualche sparatoria non rappresenta, a parere di chi scrive, titolo di merito e tanto meno una scorciatoia per aver qualcosa da dire in metrica. Il problema semmai è mantenere il fuoco sulla lingua, la capacità di sparare metriche taglienti e non solamente dire di averle e non confondere la cura per il look con le carnevalate.

Guè e Marra sono due fenomeni dell'autocelebrazione e non era difficile prevedere che in un disco assieme se la sarebbero cantata e suonata parecchio. Così inevitabilmente è, ma fortunatamente non stanno sulle vette della scena rap grazie al marketing. Sanno rappare, hanno uno stile preciso e qua e là piazzano incastri metrici veramente di livello.

Non siamo di fronte ad un lavoro rivoluzionario e nessuna delle canzoni, prese singolarmente, entrerebbe in un mio ipotetico best of dei due artisti, ma non si tratta nemmeno di una ruffiana raccolta di canzoncine estive con la corista in accompagnamento (anche se la base di "Insta Lova" è qualcosa più di un omaggio agli Ace of Base di"All that she wants").  

Chi è stato più bravo nel confronto delle rime? Se fossimo su un ring, sul mio personalissimo cartellino il nome di Marracash si aggiudica più round, ma Guè, che di suo si cerca partner metrici sempre complessi, esce a testa alta dalla tenzone. E ora tutti su Wikipedia a scoprire cosa sia la "Santeria" che da titolo all'album.

 

 

 

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