«ROMA. LIVE! - Baustelle» la recensione di Rockol

Baustelle - ROMA. LIVE! - la recensione

Recensione del 18 nov 2015 a cura di Mattia Marzi

La recensione

"Roma. Live!" è il primo album dal vivo dei Baustelle in quindici anni di carriera; il disco è stato registrato nel corso del loro ultimo tour, più precisamente in occasione delle tre date romane ospitate dall'Auditorium parco della Musica, dall'ex Mattatoio di Testaccio e dall'Auditorium della Conciliazione, intrapreso tra il 2013 e il 2014 per presentare dal vivo le canzoni contenute all'interno dell'album "Fantasma". Perché Roma? Le registrazioni delle tre date romane, a detta degli stessi componenti della band, rappresentavano le versioni tecnicamente migliori e meglio riuscite; il calore del pubblico romano, poi, ha fatto il resto. Bianconi e soci, che per questo disco dal vivo si sono affidati al fonico Marco Tagliola, non sono tuttavia partiti con l'idea di selezionare solamente le registrazioni "romane": solo in un secondo momento si sono accorti che le registrazioni che avevano selezionato provenivano dai tre concerti nella Capitale.

I Baustelle, che in molti si ostinano a definire ancora un gruppo "di nicchia" (ignorando il disco d'oro di "La malavita" e quello di "I mistici dell'occidente", e ignorando anche il disco di platino di "Amen" e il secondo posto in classifica di "Fantasma"), anche cimentandosi con un disco dal vivo, negli anni in cui il mercato è letteralmente invaso da dischi "live" (così come vengono chiamati), non scendono a compromessi e mantengono la credibilità e la coerenza che ha contraddistinto il loro percorso fino ad oggi; "Roma. Live!" non è una maxi-raccolta con specchi per le allodole: non ci sono booklet fotografici, non ci sono dvd e non ci sono nemmeno brani inediti. Il disco, che sembra quasi un bootleg, contiene le registrazioni audio di 14 canzoni eseguite durante i tre concerti romani; e anche se è stato definito una sorta di "greatest hits dal vivo", in realtà non contiene proprio tutti i singoli di maggiore successo del trio composto da Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini: mancano "Gomma" e "Le vacanze dell'83" (dal primo album in studio di Bianconi e soci, "Sussidiario illustrato della giovinezza" del 2000 - riedito nel 2010 da Warner), "Love affair" e"Arriva lo ye-yé" (da "La moda del lento" del 2003 - riedito nel 2013), "Un romantico a Milano" (da "La malavita" del 2005), "Colombo" e "Baudelaire" (da "Amen" del 2008), "Gli spietati" (da "I mistici dell'occidente" del 2010) e "La morte non esiste più" e "Monumentale" (da "Fantasma" del 2013). E mancano pure canzoni che, pur non essendo uscite come singoli, figurano tra le più note del repertorio del gruppo. Qualche esempio? "Follonica", tratta da "I mistici dell'occidente", ma anche "Contà l'inverni", il suggestivo brano in dialetto romanesco contenuto in "Fantasma" che - un po' in stile Edgar Allan Poe - racconta la storia di un uomo carcerato per aver sgozzato la sua donna.

I 14 brani contenuti nel disco coprono l'intero arco della carriera della formazione toscana: l'album meglio rappresentato è "Amen", del quale sono presenti ben quattro brani ("Charlie fa surf", "L'aeroplano", "Andarsene così" e "Alfredo", il brano dedicato al piccolo Alfredino Rampi, morto incastrato al fondo di un pozzo nei pressi di Vermicino, a Roma, nel 1975), seguito da "La moda del lento" (con tre brani: "La canzone di Alain Delon", "EN" e la title track) e da "La malavita" (con due pezzi: "La guerra è finita" e "Il corvo Joe"). Una particolare attenzione, insomma, è riservata al periodo 2003-2008, quello in cui i Baustelle si sono maggiormente cimentati con sonorità alternative rock e indie rock, prima di imboccare la strada che li avrebbe portati al sinfonismo di "Fantasma", disco definito da Bianconi come "totalizzante ed ingombrante". "Fantasma", che ad oggi rappresenta l'ultimo lavoro del gruppo, è presente in "Roma. Live!" con una sola canzone, "Nessuno", e anche in questo il disco dal vivo dei Baustelle va in controtendenza rispetto agli altri album live che popolano il mercato: "Volevamo evitare di pubblicare un disco dal vivo che suonasse come una riedizione del nostro ultimo album di inediti", ha detto il trio.

Nelle 14 registrazioni, i Baustelle sono affiancati da tre diverse formazioni: un'orchestra sinfonica, una sezione fiati e un quartetto d'archi. Tutti i brani sono stati completamente riarrangiati: cercando un equilibrio tra il suono originale dei pezzi e il respiro "classico", il gruppo ha fatto in modo che gli strumenti classici non venissero soffocati dall'armamentario del rock. E fa un certo effetto ascoltare - tra le altre cose - una versione di "Charlie fa surf" svuotata dalle chitarre elettriche e trasformata quasi in un lento. Ad arricchire la tracklist ci sono anche due cover: quella di "Col tempo" (versione in italiano del brano "Avec le temps" di Léo Ferré datato 1971 - lo stesso Ferré ne incise una versione in lingua italiana, nel 1972, che venne poi ripresa anche da Patty Pravo) e quella di "A lady of a certain age" dei Divine Comedy (il cui testo è stato tradotto in italiano, con titolo di "Signora ricca di una certa età"). Il senso di questi due omaggi? A Bianconi piace pensare che lo stile dei Baustelle sia un mix tra il modello poetico di Ferré e il modello pop cameristico di Neil Hannon e soci. E poi, entrambe le canzoni sono coerenti, per tema, al concept di "Fantasma": l'incedere del tempo. "Col tempo" è una riflessione sull'incessante scorrere del tempo, mentre la canzone dei Divine Comedy racconta la storia di una signora anziana che lotta contro il passare del tempo.

Per Bianconi, "Roma. Live!" chiude una fase della carriera della band, una sorta di ideale "primo tempo". I Baustelle, che hanno firmato un nuovo contratto discografico con la Warner per altri tre dischi, sono già al lavoro sul loro prossimo album di inediti. Il disco dovrebbe uscire nella prima metà del 2016 e, a detta dello stesso trio, sarà per reazione diverso da "Fantasma": non un lavoro sontuoso, con ampio spazio dato all'orchestra, ma un album che potrebbe vedere un ritorno del gruppo all'indie rock del periodo 2003-2008.

L'artwork di "Roma. Live!" è stato curato dallo studio artistico e grafico Malleus, già al servizio di diverse band del panorama alternative rock italiano: sulla copertina sono raffigurate due spettatrici in versione hippie, decisamente fricchettone. L'album è disponibile anche in versione LP doppio vinile 180 grammi, a tiratura limitata e numerata.
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