La hit di Janet Jackson che può aiutare a smettere con l'erba
A volte basta una canzone per fissare nella memoria un momento preciso della propria vita. Nel caso di Matthew McConaughey, una hit di Janet Jackson finì addirittura per convincerlo a smettere di fumare marijuana. L’attore premio Oscar lo ha raccontato in un'intervista per il magazine statunitense "Rolling Stone" per la rubrica "My Life In 10 Songs", scegliendo tra i brani della sua vita “That’s the Way Love Goes”, singolo originariamente pubblicato da Janet nel 1993. Il ricordo, però, non riguarda soltanto il piacere di ascoltare una delle canzoni più importanti della cantante, ma una festa di compleanno alla quale McConaughey non riuscì praticamente mai a partecipare.
La storia di Matthew McConaughey
“Che pezzo fantastico, con un groove pazzesco. È anche il motivo per cui ho smesso di fumare erba”, ha raccontato McConaughey, spiegando che l’episodio risale al periodo in cui, secondo lui, la marijuana cominciò a cambiare per effetto delle coltivazioni idroponiche, producendo nei consumatori un effetto molto diverso rispetto a quello al quale era abituato.
“Molti di voi non se lo ricordano, ma una volta con l'erba funzionava così: potevi rollarti una canna, fumarla, passarla agli altri, tutti cominciavano a ridacchiare, veniva fame e magari qualcuno se ne andava a cercare un po' di coccole”, ha ricordato la star di Hollywood: “Poi però ha cominciato a circolare questa roba coltivata in idroponica e bastava un tiro perché tutte le storie secondarie che ti partivano in testa diventassero ingestibili e la gente finisse per andare completamente in tilt”.
Fu proprio una di quelle canne a cambiare il corso di una serata per McConaughey. Come raccontanto in prima persona, l'attore stava andando alla propria festa di compleanno, organizzata in un locale preso interamente per l’occasione, quando un amico gli passò uno spinello poco prima che si mettesse in macchina. “Stavo andando alla festa per il mio compleanno”, ha proseguito McConaughey: "Avevamo preso tutto il locale per festeggiarlo. Avevo deciso di guidare io. Prima che partissi, un mio amico mi passò questa canna e mi disse: ‘Tieni, amico. Prova questa, è divertentissima’. Arrivai lì e feci un tiro mentre ero ancora in macchina. Non era per niente come l'erba che avevo fumato fino a quel momento. Ascoltai ‘That’s the Way Love Goes’ di Janet Jackson ventiquattro volte di fila e, quando finalmente scesi dall'auto per entrare alla mia festa di compleanno, dentro non c'era più nessuno, perché era finita. Se n'erano andati tutti”. McConaughey era rimasto in macchina abbastanza a lungo da perdersi completamente la festa organizzata per lui, assorbito dalla stessa canzone ripetuta senza sosta. Il risultato fu una decisione piuttosto netta, anche se la responsabilità non ricadde certo sul brano di Janet Jackson.
“Sono rimasto in quella cavolo di macchina ad ascoltare ‘That’s the Way Love Goes’ ventiquattro volte perché, in quel momento, ero convinto che fosse più importante che andare alla mia stessa festa di compleanno. Adoro la canzone, non mi è piaciuta l'erba. Il pezzo, però, continua a piacermi”.
“That’s the Way Love Goes”
Quando “That’s the Way Love Goes” uscì nell’aprile del 1993, Janet Jackson si trovava in uno dei passaggi decisivi della propria carriera. Dopo aver costruito il suo successo negli anni Ottanta con "Control" e "Rhythm Nation 1814", la cantante stava cercando un linguaggio più adulto e personale, capace di allontanarla dall’immagine con cui si era imposta fino a quel momento. Il primo segnale arrivò proprio con questo brano, scelto come singolo di lancio di "Janet.", il quinto album in studio e il primo pubblicato dopo il multimilionario passaggio dalla A&M alla Virgin Records.
Scritta e prodotta da Jackson insieme a Jimmy Jam e Terry Lewis, la canzone abbassava immediatamente i toni rispetto alla tensione ritmica e politica di alcuni lavori precedenti. Il passo era lento, il groove costruito su una fusione di R&B, soul, funk, pop e hip hop, mentre la voce di Janet scendeva verso la parte più bassa del suo registro e trasformava il pezzo in qualcosa di intimo e volutamente sensuale. Alla base c’erano anche campionamenti di “Papa Don’t Take No Mess” di James Brown e “Impeach the President” degli Honey Drippers, inseriti in una produzione essenziale e circolare che lasciava alla voce e al ritmo il compito di reggere quasi interamente la canzone.
In origine, però, Jackson non era rimasta particolarmente colpita dalla base preparata per il pezzo. Prima di partire per una breve vacanza ad Anguilla chiese a Jimmy Jam una cassetta con alcune delle tracce alle quali stavano lavorando e fu proprio durante quel viaggio che cambiò idea. Una volta tornata, raccontò di aver ascoltato quella base in continuazione e volle immediatamente trasformarla in una canzone. Anche il titolo arrivò in quel periodo, mentre Jam e Lewis si convinsero che il brano fosse il modo migliore per introdurre al pubblico la nuova fase della cantante.
La scelta non fu scontata, dal momento che l'etichetta discografica e la stessa Jackson pensarono inizialmente di affidare il ruolo di primo singolo a “If”, molto più immediato e adatto a essere accompagnata da un video fortemente coreografico. Jam e Lewis continuarono però a sostenere “That’s the Way Love Goes”, convinti che la sua forza stesse proprio nel modo in cui entrava senza clamore e lasciava che fosse il groove a imporsi poco alla volta. I risultati diedero loro ragione.
Negli Stati Uniti la canzone debuttò al numero 14 della "Billboard Hot 100" e impiegò appena due settimane per raggiungere la vetta, diventando il sesto numero uno di Janet Jackson nella classifica. Rimase al primo posto per otto settimane, il periodo più lungo mai trascorso in vetta da un suo singolo, e conquistò anche le classifiche R&B e dance. Arrivò inoltre al numero uno in Australia, Canada e Nuova Zelanda, raggiunse la seconda posizione nel Regno Unito e vinse il Grammy Award per la miglior canzone R&B.