«CIAO - Lucio Dalla» la recensione di Rockol

Lucio Dalla - CIAO - la recensione

Recensione del 25 set 1999 a cura di Paolo Madeddu

La recensione

- Mamma, chi è quel signore che dice sempre “stronzo”?
- Si chiama Lucio Dalla, e fa il cantautore atipico e il musicista che ama sperimentare.
- “Atipico” non so cosa voglia dire. Però dice sempre “stronzo”!
- Sì, ha anche chiamato così una sua canzone. E in un’altra parlava di gente che se ne metteva uno sulla fronte.
- Ma non è una bella parola, no?
- Non è nemmeno una gran bella cosa. Ma si vede lui ne è un appassionato.
- Dice anche “sono una merda sopra un prato”.
- E’ la spontaneità della poesia. Comunque quel testo non è suo. Anche se sembra.
- Dice anche “abbronzati un coglione”. Cosa vuol dire?
- Probabilmente allude alla superficialità della gente.
- Dice anche “Tu stai bene cagato così”.
- Non essere moralista. Pensa alle cose intense che dice.
- Dice “Depression, fuck you now”. E’ una cosa intensa?
- Non particolarmente. Ma Dalla è uno che parte sempre dal fango per arrivare alle stelle. E’ con questo approccio che ha scritto le sue cose migliori. E qualche bel passaggio, come in “What a beautiful day”, c’è anche in questo disco.
- A te piace questo disco, mamma?
- Non è un capolavoro, ma l’ho comprato perché in fondo mi piace Dalla, lo conosco da tanto e quando fa un disco nuovo è come quando un amico si fa sentire e ti racconta come sta e cosa fa. Un caro amico di un sacco di gente. Nella prima settimana di pubblicazione, ha venduto 200.000 copie.
- Allora è a voi che dice “Ciao”?
- No, penso che lo dica a questo secolo e a qualche speranza di noi che siamo cresciuti con lui. E’ un “ciao” che suona come un “addio”. Anzi, forse “A Dio”.
- Ma allora è un disco triste?
- Un po’, sì. Perché nonostante le foto e i balletti televisivi in cui insiste a voler sembrare un simpatico gnomo, dà la sensazione di sentirsi circondato da solitudine, rassegnazione e incapacità di rimediare ai mali del mondo.
- Ma mamma, non è lui quello che si vede sempre allo stadio a vedere il Bologna?
- Sì, e fa anche il pittore, il discografico, lo scopritore di talenti, l’autore televisivo, e secondo la sua biografia il comunicatore a 360 gradi. Non è che se sei disperato devi per forza fare la faccia sofferente o arrabbiata. Sa che noi sappiamo che ha fatto il grano, e non ci prende in giro: si gode la vita.
- E fa bella musica?
- In questo disco, mica tanto. Ma non è che i cantautori della sua generazione siano messi meglio di lui. Secondo me la canzone più bella del disco, quella con più sentimento, è “Ciao”. Figurati che conosco dei critici musicali che quando la sentono ridono.
- Ma se è un tuo amico, perché non gli dici di fare canzoni più belle? Credi non ne sia più capace?
- No, credo che sia ancora capace di qualche piccola grande cosa. Magari proverò a dirglielo. Anzi, a scriverglielo. E siccome è molto lontano, più forte glielo scriverò.


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