«PRIMUS AND THE CHOCOLATE FACTORY WITH FUNGI ENSEMBLE - Primus» la recensione di Rockol

Primus - PRIMUS AND THE CHOCOLATE FACTORY WITH FUNGI ENSEMBLE - la recensione

Recensione del 21 ott 2014 a cura di Andrea Valentini

La recensione

Che Les Claypool avesse un legame speciale col romanzo per bambini di Roald Dahl “La fabbrica di cioccolato” era cosa risaputa: si tratta di un’affezione nata all’alba degli anni Settanta, quando Les vide al cinema l’adattamento per il grande del libro, firmato da David L. Wolper (con Gene Wilder nel ruolo di Willy Wonka). E, a ben vedere, il mood e l’ispirazione della musica dei Primus da sempre hanno un debito diretto con le fantasie di Dahl, che sottendono ai paesaggi sonori caleidoscopici e schizoidi costruiti dalla band.
Un omaggio aperto e dichiarato a “La fabbrica di cioccolato”, dunque, era quasi un atto dovuto - oltre che una dimostrazione di amore, un ritorno alle proprie origini più profonde. E, incidentalmente, sarebbe stato difficile trovare una chiave migliore per giustificare/suggellare questa reunion della formazione classica dei Primus (a cui si aggiungono Sam Bass al violoncello e Mike Dillon alle marimba e percussioni), dopo quasi 20 anni di gestione differente.

“Primus & the chocolate” è un’operazione intrigante, che vede Claypool, LaLonde e Alexander cimentarsi in una rilettura e refactoring dell’intera colonna sonora che accompagnava il film del 1971. Vengono ripresi i testi e viene – a grandi linee – rispettata la struttura dei brani originali, ma l’unico modo in cui non è corretto definire questo disco è “album di cover”. Perché i 14 pezzi presentati sono incontrovertibilmente materiale nuovo, originale e con radicali differenze rispetto all’ispirazione di partenza. Al limite possono rientrare nel reame del “liberamente tratto da”, ma non in quello delle cover.



.Umorismo deviato, follia, divertimento, jingle ipnotici sempre a cavallo fra il luna park e la casa degli orrori, partiture inaspettate, cantati enfatici da disco di fiabe per bambini... questi sono gli ingredienti che i Primus utilizzano, ben impastati insieme alla loro consueta camaleontica identità. E il risultato è interessante, anche se richiede all’ascoltatore una fede aprioristica, oppure uno sforzo che gli consenta di superare la patina di autoindulgenza che si frappone da subito come ostacolo fra il disco e chi dovrebbe fruirne. Ma superato l’impatto, quel che rimane è una raccolta di brani sorprendenti, che catturano l’esperienza della visione del film originale, magari in un pomeriggio di febbre e antibiotici da cavallo. Gli esempi principe di questa lisergia naturale sono “Golden ticket” e “Pure imagination”, che arrivano poco prima della metà dell’album e sono in grado di traghettare – con biglietto di sola andata – nel mondo deragliante di Willy Wonka, gli oompa-loompa, la fabbrica di cioccolato, Veruca Salt e tutti gli altri.

Senza dubbio “Primus & the chocolate” non è un album concepito per compiacere il pubblico e con mire commerciali. Ma è proprio questo il bello: in fondo i Primus hanno sempre fatto tutto quello che passava loro per la testa, senza curarsi di valutazioni di marketing e di vendita. Lo fanno anche questa volta e – oltre a rimanere fedeli a se stessi – ci regalano un disco validissimo.
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