«L'ALBUM BIANGO - Elio e le Storie Tese» la recensione di Rockol

Elio e le Storie Tese - L'ALBUM BIANGO - la recensione

Recensione del 08 mag 2013 a cura di Michele Boroni

La recensione

L'ultimo disco in studio degli Elio E Le Storie Tese risale al 2008 (“Studentessi”), eppure a nessuno di noi sembra siano passati cinque anni dagli ultimi lavori della band milanese.
In effetti gli EELST non sono mai spariti, anzi, sono sempre rimasti sulla scena, anche se con modalità e in ambiti diversi da quelli canonici di una band musicale. Dal 2008 ad oggi hanno presentato in tv il DopoFestival (forse uno dei migliori programmi comico-musicali che siano mai stati prodotti dalla tv italiana), hanno fatto da resident band a “Parla con me” commentando musicalmente gli eventi di cronaca politica (e incassando milioni di views su YouTube), non hanno mai smesso di esibirsi dal vivo (hanno anche inciso “Gattini”, un live dei loro classici risuonati in chiave da orchestra con la Filarmonica Arturo Toscanini), e continuato settimanalmente a condurre su Radio Deejay insieme a Linus “Cordialmente...” di cui proprio oggi cade il ventennale. Inoltre Rocco Tanica è diventato un affermato autore satirico ed Elio un popolarissimo volto tv.
Oggi però esce “L'album biango”, ottavo album registrato in studio, anticipato dalla doppia presentazione sanremese - che ha fruttato loro il secondo posto – e dal singolo “Complesso del Primo Maggio”, efficace presa in giro della scelta artistiche del concerto organizzato dai sindacati, eseguito poi a Piazza San Giovanni, provocando praticamente l'eutanasia del Concertone stesso.
Tutta questa premessa per dire che oggi per gli Elio e Le Storie Tese l'evento “uscita del disco”, forse non rappresenta più il fulcro, la pietra miliare del loro percorso artistico, avendo dimostrato in questi anni di essere una band che riesce a dare il meglio di sé in varie situazioni e diversi contesti.
“L'album biango” è un disco non esaltante. Ascoltandolo l'impressione è che sia presente un amarcord di fondo e un sostanziale ritorno alle origini - penso ad esempio a “Il ritmo della sala prove” e a “Luigi il pugilista”, quasi un ritorno alla “Saga di Addolorato” - mentre i più cinici potrebbero pensare più semplicemente a pezzi scartati dai dischi precedenti.
Gli Elii sono famosi e assai apprezzati per la loro capacità di leggere i fenomeni sociali appena si presentano e trovare subito la chiave per ironizzarci intelligentemente: è evidente però che uscire nel 2013, con una canzone sui messaggi spam email (“Enlarge (your penis)”), sulle pubblicità sessuale di donne dell'est (“Lettere dal www”), sull'uso compulsivo delle fotocamere digitali (“Lampo”) o basare un pezzo sulla “Milano che pulsa” e “sui milanesi che corrono come pazzi” (“Il Tutor di Nerone”) rappresenta per gli EELST una perdita di colpi. In effetti sembra un altro gruppo rispetto a quello che settimanalmente a Radio Deejay riserva trovate irresistibili e innovative.
Anche musicalmente “L'album biango” risulta piuttosto datato rispetto ai precedenti lavori, anche se - come sempre, diciamolo – l'esecuzione strumentale e vocale rimane sempre eccellente. La deliziosa “Una sera con gli amici” è un misto tra I Giganti di “Una ragazza in due” e i Platters, “Lampo” ricorda Purple Haze di Hendrix, mentre “Amore Amorissimo” è puro Modugno in salsa disco. Per non parlare del doppio tributo agli Area, digeribile e apprezzabile solo dagli ascoltatori più che abili.
Sembrerebbe quasi che questo disco contenga dei segnali come per dire che oggi il disco è concepibile solo così, datato e vecchio stile. Come se, dopo aver fatto a pezzi il concertone, ora iniziasse la rottamazione del mito del disco. Ma in realtà non è così, e dalla conferenza stampa milanese esce fuori un gruppo molto più tradizionalista e nostalgico di quello che possiamo immaginare.
Poi però arriva “Dannati Forever”, il pezzo “bocciato” a Sanremo, un piccolo capolavoro di testo e trovate armoniche, e riscopri gli Elii più brillanti di sempre.
Da sincero estimatore del complessino, mi auguro che “L'album biango” sia il loro ultimo disco, e questo vuole essere un augurio per il continuo della loro carriera e l'inizio di un percorso originale verso nuove dimensioni artistiche (e sì, anche un programma tv tutto loro).


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