«IF YOU LEAVE - Daughter» la recensione di Rockol

Daughter - IF YOU LEAVE - la recensione

Recensione del 04 apr 2013 a cura di Ercole Gentile

La recensione

La tracklist in un disco ha un'importanza fondamentale, talvolta sottovalutata. Un brano dovrebbe preparare il terreno per quello successivo, rendendo l'intera scaletta un qualcosa di fluido e accattivante, allo scopo finale di non annoiare. In “If you leave”, album d'esordio dei Daughter, avviene esattamente questo: il disco gira che è una meraviglia ed anche se si tratta di brani intensi e malinconici non ci si annoia mai.
Giusto però fare un piccolo passo indietro e scrivere due righe su questo trio londinese capitanato dalla cantautrice Elena Tonra. Il progetto nasce nel 2010 proprio come sua espressione solista, un sound folk-rock piuttosto classico basato sulla coinvolgente voce di Elena. Poi l'anno successivo il chitarrista Igor Haefeli (che diventerà poi il compagno della cantante) ed il batterista Remi Aguilella entrano ufficialmente nella line-up: nascono così i Daughter e la proposta musicale si fa più elaborata e ipnotica. Due EP per la Communion Records (collettivo fondato da Ben Lovett dei Mumford & Sons), un contratto con la 4AD per il primo disco “If you leave”, ed eccoci al presente.
E' una piccola meraviglia questo debutto del trio inglese, un lavoro emotivamente toccante ed anche 'pesante' da un certo punto di vista, ma allo stesso tempo originale con la voce di Elena (che ricorda da Bat For Lashes a Florence Welch) a sorreggere il tutto.

Ci sono gemme come la nordica“Winter”, caratterizzata da saliscendi sonori a base di piano e percussioni ma anche un eco elettronico che rimanda agli XX; c'è la generazionale “Youth” (“Collecting the name of lovers that went wrong”) con le percussioni a ricordare i conterranei Mumford; il ritornello 'pop' di “Still” e le sue chitarre post-rock (“Still with feet touching/Still with eyes meeting/Still our hands match/Still with hearts beating”); gli undici minuti finali di “Shallows” (“If you leave when I go/Find me in the shallows”). Ma è tutto il lavoro a coinvolgere e funzionare nella sua interezza.
Come si intuisce fin dal titolo, il disco è incentrato sul tema dell'abbandono, su quei momenti in cui tutto sembra svanire ed è difficile scorgere la luce all'orizzonte: il talento dei Daughter sta nel raccontare tutto questo senza mai essere pedanti, senza mai farti venire voglia di skippare al pezzo successivo. “If you leave” è come uno di quei libri che si leggono tutti d'un fiato: a volte ti commuovi, altre sorridi e quando finiscono ti senti pieno. Ed allo stesso tempo un po' più solo.
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