«GIOIA - Modà» la recensione di Rockol

Modà - GIOIA - la recensione

Recensione del 20 feb 2013 a cura di Paolo Panzeri

La recensione

Come direbbe Pierluigi Bersani: non c’è da girarci tanto intorno. I Modà sono il più classico degli esempi di come critica e pubblico spesso abbiano opinioni diametralmente opposte. Non è così strano, accade di frequente. E quando l’artista è inviso al gusto critico, nelle note sui media viene liquidato con parole di circostanza, inutile perdere tempo. Di solito l’artista inviso alla critica ma amato dal pubblico se mantiene l’amore del pubblico abbastanza a lungo, prima o poi, viene sdoganato anche dalla critica. Perché anche la critica ha un cuore e riuscire a spernacchiare qualcuno per sempre o c’è di mezzo qualcosa di molto personale oppure diventa pura ossessione.
I Modà, si diceva. I Modà, come più o meno tutti i partecipanti al 63° Festival di Sanremo, sono usciti in questi giorni con un nuovo album, il loro si chiama “Gioia”. Immediatamente balzato in cima alle classifiche di vendita. Eh sì, il pubblico li ama. Li ama a tal punto che il loro tour nei palazzetti dello sport italiani quando tocca le grandi città vede la data raddoppiata. A Roma sono quattro gli appuntamenti al Pala Lottomatica e a Milano, la loro città, li vedrà prendere la strada del Forum per ben cinque volte. Cinque Forum, comunque la prendi e comunque la osservi, sono tanti biglietti venduti.
Un successo di questo tipo va oltre il dato anagrafico (non si può pensare che ai loro concerti vadano solo i giovani e i giovanissimi, insomma, guardando la carta d’identità, i Modà non sono una teen band); oltre il dato di genere (non si può pensare che siano tutti uomini o donne…per quanto possano essere carini, tra loro non sembra essrerci l’Adone di turno); oltre il dato empatico (non conosco personalmente Francesco Silvestre ma, almeno ai miei occhi, non mi pare abbia sorriso e mood così accattivanti da incantare l’audience); oltre la sponsorship (casa discografica e media possono spingere e occupare tutto lo spazio che si vuole, ma fino a un certo punto). Oltre quel punto non rimangono che le canzoni. Canzoni che riescono a incontrare il gusto di tanta gente, intercettando l’umore e il sentire di questi tempi travagliati.
Le canzoni di “Gioia” - un titolo/messaggio rassicurante e speranzoso lanciato al pubblico che quanto sia complicato il quotidiano lo sa da sè senza che ci sia un lagnoso cantante a ricordarglielo...oltre che essere il nome della figlia di Francesco Silvestre – hanno l’amore come tema quasi unico. E forse c’è un quasi di troppo. L’amore cantato in tutte le salse e accezioni, cantato con parole semplici, con concetti semplici, con immagini semplici. Cantato con grande intensità e trasporto (si prenda ad esempio la loro convincente esibizione sanremese con la bella “Se si potesse non morire”). Ora sottolineato dal piano, ora dalla chitarra, ora dagli archi. Puro pop. Pop fin dentro il midollo quand’anche a scendere in campo vi sono assoli che si potrebbero/vorrebbero definire rock. Il mondo dipinto dalle canzoni dai Modà ha il pregio di non volere insegnare nulla a nessuno e di parlare direttamente al cuore (del resto l’amore è questione quasi del tutto irrazionale).
La band di Kekko Silvestre, giunta al quinto album, è nel pieno della maturità e la rodata penna del loro leader ha il giusto e consumato mestiere per riuscire a non affondare – non del tutto, perlomeno - nelle inevitabili banalità che un tema così sviscerato e scivoloso nasconde dietro ogni aggettivo. Insomma, massimo rispetto e grande plauso per chi di questi tempi riesce a far cantare e coinvolgere, come a pochi altri accade, i nostri connazionali.
Però, in tutta onestà, a me il disco non ha coinvolto più di tanto. Le canzoni di “Gioia” mi hanno ricordato per alcuni versi il lavoro di Cesare Cremonini senza però averne l’ispirazione musicale e lessicale e per altri quello dei Negramaro ma stando qualche passo indietro. Di certo quello che sta più di un passo indietro e non ha più l’età e l’inclinazione per codificare questo genere di canzoni sono io. E non me ne vanto.

Gioia moda Pop
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