«SYNKRONIZED - Jamiroquai» la recensione di Rockol

Jamiroquai - SYNKRONIZED - la recensione

Recensione del 16 giu 1999 a cura di Redazione

La recensione

Amico lettore, noi conosciamo la tua prima domanda. “Synkronized” è bello come “Travelling without moving”? Risposta: no. Via il dente, via il dolore.
Seconda domanda: come mai? Risposta: perché quello era un bel dischetto, e ce ne siamo accorti tutti: pubblico, gaia critica e premifìci sparsi nel mondo, che l’hanno onorato come meritava. Terza domanda: “Synkronized” è dunque un brutto disco? Risposta: no. E’ un disco di Jamiromusic impeccabile, dove viene messo definitivamente a fuoco il sound del gruppo, precisando i confini del suo territorio: una nazione soul-pop dove, come è noto, Stevie Wonder viene adorato come i giamaicani venerano Hailè Selassiè. A tale ricerca di una Jamirità permanente vanno ascritti due semistrumentali di discutibile spessore a metà cd (“Destitute illusions” e “Supersonic”). Il “groove” in definitiva non manca; latitano, casomai, i guizzi di “Alright” e “Cosmic girl”, che furono capaci di agganciare più di un orecchio. Forse la defenestrazione di Stuart Zender e del suo astuto funkeggiare rende le canzoni meno adatte alle charts (il primo singolo “Canned heat” è una pallida nipote di “Return of the space cowboy”). Ma l’eventualità che Jay abbia smarrito la capacità di travolgere chi ascolta con un pugno di note è smentita dalla presenza, emblematicamente inserita come “bonus track” dalla casa discografica preoccupata, alla conclusione del disco, di “Deeper underground”. Per i più distratti, ricordiamo che tale brano nobilitò il film “Godzilla” e si guadagnò un numero uno in classifica mentre il rettile cinematografico annaspava lontano dal numero uno al botteghino. C’è dell’intenzione, quindi, nell’inseguire il feeling del “tranqui funky”, più che il brano di successo. E chi ama la disco music degli anni ’70 si tufferà volentieri in questo album; chi apprezza quel certo non so quai che Kay ha ereditato da Stevie, pure: qui e solo qui lo si trova. Chi invece era semplicemente entrato nella Jamironation per fare un giro, incuriosito da qualche canzoncina azzeccata, è libero di uscire. Ma fuori che c’è?

Tracklist:

Canned heat
Planet home
Black capricorn day
Soul education
Falling
Destitute illusion
Supersonic
Butterfly
Where do we go from here
King for a day
Deeper underground
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