«TURISTI DELLA DEMOCRAZIA - Lo Stato Sociale» la recensione di Rockol

Lo Stato Sociale - TURISTI DELLA DEMOCRAZIA - la recensione

Recensione del 23 mar 2012

La recensione

Tra le decine e decine di dischi che il mercato musicale ci propone, la cosa più saggia da fare sarebbe quella di scegliere (o farsi scegliere da, a volte si ha più fortuna così…) un solo gruppo per genere. Delle tante band electro-pop che hanno pubblicato album ultimamente, quelli che mi hanno colpita di più si chiamano Lo Stato Sociale. Il disco si intitola "Turisti della democrazia", loro a differenza di altri sembra che si prendano poco sul serio, e questo aggiunge valore e onestà alle loro canzoni. Questo è uno di quei dischi che all'inizio potrebbe non piacere molto, anzi. Se la scena indie la si segue da molto tempo, se di concerti e di festival se ne è visti parecchi, se di dischi promo in redazione se ne è ricevuti a bizzeffe, allora un gruppo come Lo Stato Sociale, nel 2012, potrebbe non dirci niente di nuovo. Al di là che di cose da dire ne hanno eccome, e questo lo si scopre con piacere di canzone in canzone, di ascolto in ascolto, quello che colpisce dei cinque ragazzotti di Bologna, è il come lo dicono. Parlano un linguaggio schietto e diretto, come spesso fanno i gruppi di adesso, come se avessero l'urgenza di farsi capire subito, in quattro minuti di canzone. Dicono cose che in molti pensano, dalla politica all'amore, ma che tutti fanno: ragazzi con la montatura degli occhiali grossa, che non se ne può più, ragazze con la Canon al collo manco fossero delle fotoreporter, abbigliamento scontato, gusti discutibili e di tendenza, aperitivi a dieci euro e così via. Tutti questi condivisibili concetti sono alternati da pensieri più leggeri e allo stesso tempo malinconici come in "Vado al mare" e "Cromosi" (che ricorda Rino Gaetano), due dei brani più feroci del disco, melodici, immediati, dal ritornello ficcante e dal significato tutto da interpretare.
Per il resto i suoni sono compatti, a volte elettronici, a volte più pop, e rendono tutto molto fluido e frizzante, specie per come sono cantati-recitati i testi e grazie anche ai numerosi cori presenti. Inciampi nella metrica, frasi che quando le riascolti e capisci bene il significato sgrani gli occhi come nel caso della bella, romantica a modo suo e sincera "Seggiovia sull'Oceano" ("Ti regalerei i miei denti per comporre i miei sorrisi migliori", una delle poche ballad presenti nel disco, insieme a "Maiale") oppure "Ladro di cuori col bruco", cronaca electro dance di una serata in un locale a inseguire tale Livia con atmosfere che richiamano a tratti gli Offlaga Disco Pax ("Il partito negli ultimi vent'anni è andato a puttane") e dove ritorna qua e là il solito elenco di cose che hanno stancato e luoghi comuni che investono i dialoghi tra i giovani di oggi ("I commenti sul baffo, 'ma sei dimagrito?', 'si schiaccia facendo l'attore èh?'''), lasciando però in bocca un sapore di verità e sconsolatezza.
Nel disco c'è spazio anche per "Amore ai tempi dell'Ikea", colonna portante del precedente Ep che ha portato Lo Stato Sociale sulla bocca e nelle orecchie di molti: la canzone, con degli spunti notevoli sia nel testo sia nel tappeto di loop elettronici, rimane una delle punte di diamante della giovane carriera della band e accompagna meravigliosamente l'ascoltatore alla chiusura del disco.
Lo Stato Sociale è un progetto da tenere sott'occhio non solo perché potrebbero andare molto lontano, ma semplicemente per staccarsi ogni tanto dalla solita musica che va di moda e regalarsi una cinquantina di minuti di canzoni pop fatte bene, che non piacciono e basta, ma fanno anche innervosire perché ti sembra che ti stiano prendendo in giro e invece hanno centrato in pieno tutto quello che pensi.

Continuate a seguire Rockol The Observer per scoprire su quali altri artisti accenderemo i riflettori nelle prossime settimane.

(Daniela Calvi)

Tracklist:
"Abbiamo vinto la guerra"
"Mi sono rotto il cazzo"
"Cromosomi"
"Vado al mare"
"Sono così indie"
"Maiale"
"Ladro di cuori col bruco"
"Amore ai tempi dell’Ikea"
"Quello che le donne dicono"
"Pop"
"Seggiovia sull’Oceano"
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.