«ALL I WANT IS YOU - Miguel» la recensione di Rockol

Miguel - ALL I WANT IS YOU - la recensione

Recensione del 23 mag 2011 a cura di Alessandra Zacchino

La recensione

La missione di Miguel è a dir poco impossibile. Il giovane artista californiano ha definito la sua musica come “eclet-trica”, “funkadelica”, fatta di “Hip hop intergalattico e di roba tosta, sexy e orgasmica”. Quanto basta per attirare la nostra attenzione. Ma chi è Miguel? Miguel ha maturato una certa esperienza sul campo, lavorando dietro le quinte come autore di pezzi per Asher Roth (“His dream”), Usher (“Pro lover”) e per Musiq-Soulchild (“If You Leave”), ma anche sul palco grazie alle sue performance come opening act per Mary-J. Blige e Usher. Miguel, ha dovuto attendere in panchina per un po’, in attesa di risolvere i suoi problemi legali con una piccola etichetta prima di esprimere ciò che voleva per il lancio del suo personaggio. Perciò, certamente “All I want is you” non è un album affrettato, ma a lungo pensato e forgiato e che, conseguentemente, esprime appieno il pensiero del suo autore e la visione di quanti lo hanno coadiuvato in questa prima, fondamentale avventura. “All I want is you” si apre con l’attuale, delizioso singolo “Sure thing” che con il suo tocco minimalista, ci guida alla successiva e già nota title track che bene interpreta l’iniziale missione di “hip hop intergalattico”. Di certo, l’elemento “eclettrico”, compare a breve, con l’arrivo della canzone “Pay me” che potrebbe essere stata scritta per i Black Eyed Peas o Usher e che, se da un lato risulta come un elemento inaspettato e forse anche deludente, d’altro canto è del tutto comprensibile per l’attuale scenario r&b. A riprova della versatilità di Miguel, arriva poi un altro pezzo ben confezionato, stavolta dalla spiccata influenza reggae ed intitolato “Quickie”. Per il resto, “All I want is you”, nonostante l’ottima fattura e i buoni spunti, si muove in territori già esplorati dai vari Prince, Lewis Taylor, Maxwell e Cee-Lo, perdendo un po’ l’iniziale entusiasmo.
Insomma: “All I want is you” è un debutto più che dignitoso e quella di Miguel è sicuramente una nuova voce da seguire con interesse. Con l’aiuto di produttori come Dre & Vidal e Salaam Remi, la sua intenzione di dimostrare tutto il suo potenziale nell’area pop-r&b è ampiamente soddisfatta, ma la nostra iniziale speranza che ci conducesse in posti dove non siamo mai stati prima, si è persa al primo falsetto.

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