«VS./VITALOGY (DELUXE EDITIONS) - Pearl Jam» la recensione di Rockol

Pearl Jam - VS./VITALOGY (DELUXE EDITIONS) - la recensione

Recensione del 30 mar 2011

La recensione

Questi dischi sono stati rovinati dal tempo. Nel senso che fa uno strano effetto riascoltare "Vs." e "Vitalogy" (rispettivamente il secondo e terzo album dei Pearl Jam,1993 e 1994), dopo anni di concerti e infiniti bootleg dal vivo, in cui queste canzoni sono state suonate e risuonate, e ascoltate e riascoltate in centinaia di versioni diverse.
Ora, la band ci restituisce questi due dischi nella forma originaria, proseguendo nella sua opera di "restaurazione" del catalogo, iniziata due anni fa con la monumentale ristampa di "Ten". Questa volta, Vedder e soci hanno deciso di accorpare due dischi in una sola uscita, ma il formato è identico, con una versione standard, un mini-box con i dischi rimasterizzati e qualche inedito (più un live dell'epoca) e una versione ultralussuosa, venduta attorno ai 100€, con CD vinili, cassette e gadget vari, una vera chicca per i fan.
Dal punto di vista musicale, l'operazione è apparentemente più semplice, ma serve comunque per ridare dignità a due dischi capolavori, arrivati dopo il successo immenso di "Ten", e a loro modo spiazzanti. Dischi meno enfatici, più sanguigni, con la voce di Vedder che è meno pulita, si spezza e si rompe in diversi momenti. Dischi che hanno però affermato la credibilità della band oltre l'effimero fenomeno del grunge, con capolavori come "Rearviewmirror" e "Indifference" (su "Vs.") e "Corduroy" e "Betterman" su "Vitalogy".
Operazione semplice, dicevamo: perché "Ten" venne proprio remixato - qua gli album sono "solo" rimasterizzati - e le bonus tracks erano diverse. Qua sono tre per disco. Quelle di "Vs." sono abbastanza deludenti: una versione acustica di "Hold on", uno strumentale e la versione originale di "Crazy Mary", cover di e con Victoria Williams che al tempo venne pubblicata su una compilation, e che dal vivo è diventato un classico dei PJ. Meglio le bonus tracks di "Vitalogy", tre belle versioni alternative di "Corduroy", "Betterman" e "Nothingman".
Il vero capolavoro della ristampa è quello che non ti aspetti: il live all'Orpheum di Boston, del 1994. Un altro live dei Pearl Jam? Obiezione legittima, ma questo è davvero speciale. Non solo perché la scaletta venne decisa dalla crew della band, e contiene diverse chicche, tra cui una "Sonic Reducer" cantata con Mark Arm dei Mudhoney e una rara esecuzione di "Immortality". Ma perché la band quella sera aveva ancora qualcosa di più del solito, che già è tanto. Detto da uno che ha ascoltato tante registrazioni live dei PJ, questo è uno dei loro concerti migliori di sempre. Da solo vale l'acquisto del "cofanetto base", che comprende i due CD originali in versione simil-LP e questo CD.
Insomma, magari poteva esserci qualche inedito in più, ma questa ristampa permette di riscoprire due dischi-capolavoro, con l'aggiunta di un disco live superlativo, in un bel packaging. Consigliato non solo ai fan.

(Gianni Sibilla) Informazioni e tracklist sono reperibili a questo indirizzo.
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