«CARNE CON GLI OCCHI - Marta Sui Tubi» la recensione di Rockol

Marta Sui Tubi - CARNE CON GLI OCCHI - la recensione

Recensione del 28 mar 2011 a cura di Ercole Gentile

La recensione

I Marta Sui Tubi non corrono il rischio di diventare “Carne con gli occhi”, ovvero come quelle persone che, secondo un detto siciliano, sono esseri senza una propria identità, facile preda dei mille imbonitori di cui si popola il mondo.
Carmelo, Giovanni, Ivan, Paolo e la new-entry Mattia Boschi al violoncello, la loro identità rock indipendente ce l'hanno bella stampata in fronte e la portano da anni sui palchi di tutta Italia, dove con tantissimi concerti si sono guadagnati la stima che li circonda. E infatti non sembrano passati i quasi tre anni trascorsi dall'eccellente “Sushi & coca”, poiché la band siciliana oltre ai tour infiniti si è fatta sentire nel 2010 con ben tre brani inediti: “Coda di lucertola”, uscita nella compilation “Materiali Resistenti”, il singolo estivo “Senza rete” ed un brano (“Il commissario”), composto per la colonna sonora della fiction “Romanzo Criminale”.
Tutti gustosi antipasti che hanno aperto la strada alla portata principale, la “Carne con gli occhi”.
L'impressione è che stavolta i Marta abbiano deciso di essere meno introspettivi rispetto agli ultimi due lavori e di parlare maggiormente del mondo che li circonda. “Al guinzaglio” è forse il brano più rappresentativo di questo filone, un'invettiva decisamente rock che si scaglia contro la parte addormentata dell'Italia e soprattutto con chi gode di questa situazione (“Perché il futuro è di tutti sai/ma tu non ti stanchi mai/di sparare in faccia ad i sogni di una generazione […] non ho intenzione di farmi mettere alcun bavaglio nella nazione di chi si fa portare al guinzaglio”). Lo sguardo del gruppo viene filtrato da “Cristiana”, un brano dall'andamento tipico alla MST, con saliscendi sonori caratterizzati dalla splendida voce di Gulino e la chitarra acustica di Pipitone, questa volta con l'aggiunta del violoncello a rendere ancora meglio l'armonia. Il testo è invece diviso tra riuscite liriche come “E portati a letto solo chi trova la strofa per il tuo ritornello” e frasi decisamente più banali (“Cristiana l’altro giorno t’ho visto passare per la strada mentre andavi a prender la Maria… che é pure amica mia”). Sulla stessa scia si trova “Di vino”, episodio che gioca con le cifre della vita (“Quasi 11 metri di capelli cresceranno sulla testa sulla quale ti farai 6.000 shampoo e cambierai 16 lavatrici e 15 computer con segreti che non sempre salverai”), giungendo però alla conclusione che “tutti questi numeri non servono poi a niente perché i conti alla tua vita potrai farli solo tu”.
Gli episodi più riusciti restano comunque quelli in cui Gulino, Pipitone e soci si guardano dentro, riuscendo a creare canzoni pregne di pura poesia. Su tutte la dilatata “Coincidenze”, quasi sei minuti stesi su un tappeto di percussioni, chitarra, violoncello, folk e rock (“Ovunque lo vorrai/Sarà il centro del mondo/Scintille, perle o limpidi orizzonti aperti/In cerca di coincidenze/Non addormentarti”) o come la title-track accarezzata dal violoncello ed un testo che disegna un personaggio diviso tra coraggio e codardia (“Non cercarmi più, qui non ci saranno eroi/Vince solo chi salva la pelle!”). E ancora “La canzone del labirinto”, un'ottima descrizione di quell'intricato mondo che è dentro di noi (“Le strade per tornare a te, s’incrociano con mille altre possibili. E se mi vedi uscire dal mio labirinto. Forse capirai, forse capirai, forse capirai”) e la romantica poesia folk dedicata ai colori del mondo (“la luce prese il fiato da un respiro rosa e poi lo regalò a quegli amanti che si nascondevano in un cuore nero/la luce il cielo scoperchiò e accese tutto per vedere se ci sia sempre bisogno di un perché per far l’amore”).
Le noti non proprio intonate arrivano dalle canzoni più ironiche e divertenti, che risultano, a parte la discreta “Muratury” (sulla scia di Elio e Le Storie Tese), un po' tirate (vedi la voce registrata che pervade quasi tutta “Le cose più belle...”) o sforzate (il gioco troppo facile sui luoghi comuni di “Camerieri”), anche se il concetto di inserire brani più leggeri nel contesto dell'album è assolutamente apprezzabile.br> Insomma, “Carne con gli occhi” non è sicuramente un passo indietro per i Marta sui Tubi, ma forse non è neanche quel decisivo passo in avanti che ci si poteva attendere dopo gli ultimi riuscitissimi dischi. Certo, a volte quando si ama molto una band si diventa un po' troppo pignoli perchè, a parte alcuni passaggi, questo nuovo lavoro della band siciliana è comunque un ottimo disco.



Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.