«THE LADY KILLER - CeeLo Green» la recensione di Rockol

CeeLo Green - THE LADY KILLER - la recensione

Recensione del 09 nov 2010 a cura di Alessandra Zacchino

La recensione

Ci sono voluti una ventina d’anni perché Cee Lo Green uscisse dall’ombra della scena hip hop e r&b di Atlanta, per concedersi il lusso di trovarsi nelle alte sfere delle classifiche internazionali. Come già nel 2006 con “Crazy” firmata Gnarls Barkley (Green più il suo socio Danger Mouse), il passaparola su Internet ha aperto gli occhi a quanti ancora si rivolgono solo ai canali convenzionali, regalando a Cee-Lo il suo primo hit da solista con il singolo “Fuck you”. Certo, il successo commerciale non arriva mai senza un qualche compromesso e quell’urlo liberatorio e necessario (Cee-Lo parla di una ex e del suo nuovo fidanzato) di “Fuck you”, si smorza nella versione “radio friendly” intitolata “Forget you” che, pur mantenendo intatto il suo sound irresistibile, si perde nella traduzione, prendendo una piega decisamente più sciapa in termini di sfogo emozionale. Per il resto, “The lady killer" (terzo album solista dell’ex Goodie Mob), cerca e trova il giusto equilibrio tra comunicazione di massa e stranezza per pochi. Cee-Lo ha usato i suoi album precedenti a suo nome per esprimere tutta la sua eccentricità, finendo per accaparrarsi la critica, ma alienandosi il pubblico. Il progetto Gnarls Barkley, gli ha indicato la strada per il successo e ora Cee-Lo sembra aver raggiunto il livello ideale di espressione artistica. Ascoltando questo “The lady killer”, già dall’intro Cee-Lo ci trasporta nel suo mondo con la frase “quando si tratta di donne ho la licenza d’uccidere”. E proprio le atmosfere dell’era del primo James Bond caratterizzano “The lady killer theme” che lascia spazio poi a sonorità che spaziano dagli arrangiamenti Motown anni ’60 (“Wildflower”, “Satisfied” o “Old fashioned”), a ritmiche vagamente anni ’80 (“Bright lights bigger city”), senza mai però suonare antico o sorpassato. Rispetto ai precedenti album, qui Cee-Lo alleggerisce un po’ i toni, offrendo un sound più omogeneo e meno “strano” del suo solito. Il gusto retrò e l’appeal contemporaneo delle canzoni di questo suo nuovo album, raggiungono un livello decisamente convincente ed estremamente gradevole. Cee-Lo preferisce ora farsi chiamare “The lady killer”, ma per noi è più che mai una “soul machine”.

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