«BEAUTIFUL - Beautiful» la recensione di Rockol

Beautiful - BEAUTIFUL - la recensione

Recensione del 20 set 2010

La recensione

Marlene Kuntz, Gianni Marccolo, Howie B. A scorrere i nomi coinvolti nel progetto Beautiful non si può che rimanere incuriositi. Questo omonimo disco, con un bel pomodoro rosso in copertina che fa pensare un po' a Andy Warhol, parte infatti da una scommessa: mettere insieme le chitarre del gruppo piemontese guidato da Cristiano Godano con l'elettronica del Dj scozzese. Ovviamente con il contributo di Maroccolo, un bassista e arrangiatore che ha attraversato buona fetta della musica rock italiana (Litfiba, C.S.I. e gli stessi Marlene).
Tutto l'album è stato registrato e mixato in sole due settimane al Teatro Petrella di Longiano, durante le quali i Beautiful hanno semplicemente suonato insieme per ore e ore, cercando di ottenere un suono il più possibile ruvido, spontaneo e volutamente avaro di editing finale. Una scelta coraggiosa e non priva di rischi. Molti dei pezzi che compongono "Beautiful" sono strumentali, spesso molto dilatati e ricchi di riverberi. Ed è proprio questa parte la più incisiva del disco, dove gli strumenti prevalgono sulla voce e dove l'atmosfera è spesso sospesa, eterea. Ne sono un esempio canzoni come "Tarantino" e "Suzuki", ossessive e ipnotiche grazie alla fusione tra chitarre elettriche e beat elettronici. I testi invece, quando ci sono, sono tutti in inglese. Una scelta fortemente voluta dal Dj scozzese, che ha convinto Godano ad abbandonare l'italiano e a tentare nuove strade compositive. E anche qui l'artista piemontese sembra cavarsela piuttosto bene, come nell'iniziale "Pow pow pow", costruita su un bel riff di chitarra e una linea vocale interessante. Degni di nota "Single Too", che ricorda un po' gli U2 di "Pop" (guarda caso proprio il periodo nel quale la band irlandese ha collaborato con Howie B), e "What's my name?", un pezzo sincopato dove la voce di Godano diventa decisamente più rauca e incisiva. C'è spazio anche per una cover, "White rabbit" dei Jefferson Airplane, registrata dal vivo durante l'Italia Wave Love Festival e resa se possibile più oscura dell'originale e sporcata dai controcanti rabbiosi di Howie B. Tra gli episodi meno convincenti, a dir la verità, c'è proprio il singolo "In your eyes", che stenta a decollare dopo un inizio promettente e forse non rappresenta al meglio la qualità di questo disco.
"Beautiful" è insomma un album interessante, con ottimi spunti. A volte ai pezzi manca un po' di forza, soprattutto quando il ritmo si alza. Ma quello di Godano e compagni è stato un rischio calcolato: hanno voluto sacrificare un po' la produzione, preferendo lasciare più spazio all'istinto compositivo. Una scelta coraggiosa, che fa loro onore. Forse però con un editing più robusto queste canzoni avrebbero reso ancora di più, sprigionando al meglio tutto il loro potenziale.


(Giovanni Ansaldo)

TRACKLIST

01. Pow pow pow
02. Tarantino
03. In your eyes
04. Single too
05. Fatiche
07. Suzuki
09. Giorgis
10. Gorilla
11. Flowers
12. I can play and I don't want Too
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