«MIDNIGHT TALKS - A Toys Orchestra» la recensione di Rockol

A Toys Orchestra - MIDNIGHT TALKS - la recensione

Recensione del 06 apr 2010 a cura di Luca Bernini

La recensione

La copertina sembra già parlare di questi “dialoghi della mezzanotte”, con la foto dei due amanti che si baciano/sbranano, metafora visuale di un disco che parla d’amore buono e cattivo come due metà della stessa mela, cui affidarsi e in cui confidare ma di cui non sarebbe il caso di fidarsi mai completamente. Percorsi tortuosi, piccole perversioni, manie, prese di posizioni e nuovi e necessari stravolgimenti in cerca di un nuovo e sempre instabile equilibrio, il tutto sentito con la pancia e con il cuore prima ancora che analizzato con la testa. “Midnight talks” è un’ode notturna a quella sottile linea rossa che separa e unisce lo ieri al domani, terreno di confine in cui, tuttavia, finisce sempre per succedere qualcosa di importante e significativo, come in tutti i luoghi-non-luoghi che popolano la nostra anima e la nostra vita.
Giunti al loro quarto album sull’onda di un sempre crescente consenso nei confronti della propria formula musicale, gli A Toys Orchestra accantonano per un attimo le atmosfere sognanti e psichedeliche che avevano caratterizzato il precedente “Technicolor dreams” per confezionare un album più duro e crudo, diretto e viscerale, senza però mai abdicare a quel “sense of humour” squisitamente musicale che da sempre è caratteristica del gruppo. Così come del resto lo è la loro capacità di farsi beffe di limiti e confini musicali, conducendo un’avventura sonora che, anche in un album sonicamente definito come questo, materializza un caleidoscopio affascinante di colori e di melodie (vengono in mente, a tratti, gli XTC di Andy Partridge e gli sghimbesci vocali di Robert Smith dei Cure).
Registrato e mixato da Francesco Donadello in provincia di Reggio Emilia, “Midnight talks” si avvale della presenza di alcuni tra i migliori musicisti italiani in circolazione, come Enrico Gabrielli (che per il disco ha anche scritto tutte le partiture di archi e fiati), Rodrigo D’Erasmo (archi), Alessandro “Asso” Stefana (chitarre), Raffaele Kohler (fiati), Luciano Macchia (fiati) e Fausto Ferrara (fisarmonica, synth e piano), il che aggiunge ulteriore fascino e spessore ad un lavoro a tutti gli effetti internazionale come sa essere questo. Complimenti.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.