«GHETTO SUPASTAR - Pras» la recensione di Rockol

Pras - GHETTO SUPASTAR - la recensione

Recensione del 06 nov 1998

La recensione

È lui la nuova superstar del ghetto, su questo non ci sono dubbi. «Vendo milioni di dischi e continuo a voler camminare per strada. Non sento la necessità di avere un ascensore privato!» dichiara dal canto suo - simpaticamente - Pras. Terzo fenomeno solista da quel campus di talenti che risponde al nome di Fugees, Pras è meno cervellotico di Wyclef Jean e più hip hop oriented di Lauryn Hill: un ‘gatto’ di talento, direbbe lui, che con questo album gigioneggia con l’hip hop come farebbe per l’appunto un gatto con un topo. Estremamente confidente nei suoi mezzi, altrettanto capace di distacco dalla scena per saper prendere ciò che più è necessario ai suoi scopi, Pras ha confezionato un album di hip hop serio e ballabile, disimpegnato e rigoroso al tempo stesso, pieno di citazioni al R&B del passato e al funk anni ’70 reso popolare da gruppi come Parlament e Funkadelic. In "Ghetto Supastar" si respira proprio l’amore per quella musica lì, young&adult entertainment per neri e bianchi, una nazione sotto lo stesso groove (vedi pezzi come "Wha’ what wha’ what", "What’cha gonna do", "Get your groove on"). Sull’album di Pras c’è una lista di ospiti da far paura, ma non pensate di trovarla nelle canzoni: è la sua segreteria telefonica a contenerli tutti, in una sorta di gioco di complimenti e offerte di collaborazione per l’album che coinvolge personaggi del calibro di Celine Dion, Natalie Cole, Elton John, Flavour Flav, Donald Trump, Sting, Kelly Price, Puff Daddy e tanti altri nomi. Un po’ tarro, si dirà, ma in questo Pras non è certo il primo né sarà l’ultimo. Piuttosto, vanno segnalate le citazioni musicali che lo vedono utilizzare le basi musicali di "Do you really want to hurt me" dei Culture Club e quella di "Grease" di Frankie Valli, a ulteriore testimonianza della versatilità e del suo talento. Forse ‘superstar’ del ghetto è una qualifica un tantino pomposa, e forse anche eccessivamente autocelebrativa, per l’artista di Brooklyn: di fatto, però, Pras è uno che sa dove sta andando, sia con i Fugees che nei suoi lavori in proprio. E in questo disco lo dimostra ampiamente.

Tracklist:

"Halleluiah"
"Ghetto Superstar (Pras featuring Il’ Dirty Bastard and introducing Mya)"
1st phone interlude
"Lowriders"
"Wha’ what wha’ what"
"What’cha wanna do"
"For the love of this"
2nd phone interlude
"Blue angels"
"Dirty cash"
"Can’t stop the shining (rip rock pt.2)"
"Yeah ‘eh yeah ‘eh"
3rd phone interlude
"Get your groove on"
"Frowsey (pt.2)"
"Murder dem"
4th phone interlude
"Amazing grace"
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