«TREDICIPOSE - Deasonika» la recensione di Rockol

Deasonika - TREDICIPOSE - la recensione

Recensione del 01 dic 2008 a cura di Ercole Gentile

La recensione

Nel 2004 uscì “Piccoli dettagli al buio”, album con il quale i Deasonika si affermano come una delle realtà più belle del rock italiano. Due anni dopo partecipano al Festival di Sanremo con un altro brano da brividi come “Non dimentico più”, ballata trainata dalla splendida voce di Max Zanotti ed inserita nella raccolta “Deasonika”.
Anno 2008. A quattro anni di distanza dall’ultimo disco di inediti la band milanese torna con un lavoro nuovo di zecca intitolato “Tredicipose”: la scelta del titolo del nuovo disco si riallaccia al mondo della fotografia e del cinema, con il quale i Deasonika sembrano essersi molto legati nell’ultimo periodo (la confezione include infatti il DVD del medio metraggio “Dovunque adesso” di Simone Covini e sonorizzato da Zanotti e soci).
Marco Trentacoste è nuovamente (ed esclusivamente) in cabina di regia, mentre Gionata Bettini è entrato a far parte del gruppo alle tastiere e tutto fa presagire che le cose andranno nuovamente per il meglio. E invece si è contenti a metà.
Quando i Deasonika vogliono emozionare e far tremare, ci riescono come pochi e con risultati eccelsi. Su tutti spiccano due canzoni assolutamente splendide. Il singolo “Viole”, un rock baciato dal pianoforte e dalla migliore voce di Zanotti (“Se io fossi polvere scenderei nei tuoi silenzi e ti direi soffia più forte e mi rivedrai davanti a te”) e la seducente “Gregorian”, con la sua atmosfera cupa, quasi solenne (come il suo titolo), un ritmo che resta sempre sospeso e turbato ed un testo da brividi (“La musica è pronta, concedimi un ballo e ce ne andremo danzando”). Di ottima fattura anche la decisa “Song X”, la dolce e suadente “La stanza brucia”, la carica di “Trasparente”e la magica atmosfera di “La rebelle” (musica dei Deasonika sull’omonima poesia di Baudelaire da “Le fleurs du mal”).
Purtroppo però non sono tutte rose e fiori e c’è anche il dark side dei Deasonika, ovvero quando Zanotti si mette a fare Chris Cornell (sia in italiano che in inglese) ed il rock diventa pesante: il risultato tecnico e, al solito, eccellente, ma il sound si slaccia dall’atmosfera creatasi con i pezzi sopra citati e così episodi come “All the other guys”, “Instabile”, Thank you”, “Kurt Cobain (la mia faccia a metà)”, risultano quasi fuori luogo.
Insomma “Tredicipose” è per metà un disco bellissimo, emozionante e raro, con alcune canzoni al limite della perfezione. Per metà è un disco di discreto rock, ma niente di più. Solo il futuro ci dirà quale strada avranno deciso di seguire, anche se ci si augura vivamente che scelgano di continuare a far venire la pelle d’oca. Di rabbia in giro ce n’è fin troppa…

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.