«NO EXIT - Blondie» la recensione di Rockol

Blondie - NO EXIT - la recensione

Recensione del 06 apr 1999

La recensione

Mio Dio, sono proprio loro. E non solo perché ci sono quel nome e quella faccia che a 54 anni ancora fa quel curioso e sessista effetto di oscuramento su quelle degli altri componenti del gruppo. Ma perché centinaia di anni luce dopo, questi signori hanno preso gli strumenti (gli stessi, si direbbe) e hanno fatto un disco col medesimo spirito con cui lo avrebbero fatto se la data sul calendario fosse stata 1983 e non 1999. Non hanno chiamato William Orbit, Liam Howlett o chissà quale giovane maghetto per affondargli i canini nel collo e rivitalizzarsi vampirescamente. Sì, c’è un’ospitata di Coolio che - chissà perché - finisce col ritrovarsi nel pezzo peggiore del disco, la title-track; c’è la produzione di Craig Leon. Ma questi si è evidentemente limitato a enfatizzare il Blondie sound. In definitiva, sono davvero loro, con i loro pregi e i loro difetti, e forse proprio questi ultimi sono la cosa più toccante di un album che fin dal titolo fa capire che non ci sono scappatoie, escamotage che consentano di essere altro da sé. Quella è la chitarra di Stein, inconfondibile. E quella batteria lucida e svelta non può essere che Burke. E poi quella voce, imperfetta ma inimitabile...
Un capolavoro? Ci mancherebbe: non lo furono nemmeno i dischi della aurea cavalcata di Debbie e soci. Ma se avete anche solo un paio di quelli, non esitate: questo è uno dei migliori dischi mai realizzati da Blondie. C’è del buono (la smaccatissima "Maria"), del molto buono ("Night wind sent"), ma, si badi, anche del poco di buono. E proprio questo è il guanto di sfida di bionda e scagnozzi: essere se stessi, seguire le proprie ondivaghe inclinazioni a dispetto del tempo che passa, anche se questo significa, invece che rilanciarsi in una "corrente" a caso, iniziare con un brano ska (mica male, peraltro: beccatevi questo, "fratelli chimici" di tutto il mondo), per poi canterellare con negligenza "Boom boom in the zoom zoom room" come a quei tempi in cui facevano ribollire di colpevole languore i punk di fine anni ’70.

Tracklist:

Screaming skin
Forgive and forget
Maria
No exit
Double take
Nothing is real but the girl
Boom boom in the zoom zoom room
Night wind sent
Under the gun
Out in the streets
Happy dog
The dream’s lost on me
Divine
Dig up the conjo
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