«TIME OUT - Max Pezzali» la recensione di Rockol

Max Pezzali - TIME OUT - la recensione

Recensione del 03 lug 2007 a cura di Daniela Calvi

La recensione

Domanda: si può parlare in modo obiettivo di un cantante che si conosce da quindici anni e che si segue con affetto dal primo disco? Risposta: No. Ma ci si prova.
Il titolo “Time out” del nuovo album di Max Pezzali la dice lunga su molte cose. E’ il termine più rappresentativo delle undici canzoni presenti al suo interno, ma è anche un buon consiglio per chi lo ascolta. Bisogna infatti prendersi del tempo, fermare tutto per qualche attimo, per sentire le nuove canzoni di Max e capirle fino in fondo. L’America, New York, i sapori, gli odori, i viaggi in moto, casa sua e i suoi amici, sono i protagonisti indiscussi di questa sua ultima fatica in studio, e nonostante le tematiche ricorrenti siano bene o male le stesse dei dischi precedenti, le canzoni non sono immediate come al solito: richiedono molto più ascolto e quando le si assimila ci si rende conto di quanto sia cresciuto Pezzali e di quanto questo nuovo album possa essere una piacevole novità per i fan del cantante di Pavia.
Saltano subito all’orecchio i brani più amabili e più intensi del disco: “Il presente”, ballata in pieno stile Pezzali che stranamente lascia da parte la nostalgia nel guardarsi al passato, e invita a godersi il presente che “va goduto, gustato, mangiato, annusato”, “Sei fantastica”, incalzante resoconto d’amore che arriva facilmente ad una conclusione, “sei fantastica, forte come il rock’n'roll, una scarica, uno shock elettrico/bomba atomica, dritta nello stomaco”, e “Torno subito”, primo singolo estratto che rilascia serenità ed energia positiva grazie ad una melodia da dolce risveglio e alle riflessioni di Max “l’importante è il viaggio e non dove andrò”, e ancora “cerco una canzone per poi scriverla, la cerco e anche se non la trovo prima o poi mi verrà”.
C’è spazio anche per brani più riflessivi come “Il meglio”, “I filosofi” ed “Esserci”, ritmata considerazione sulla vita che, dopo un intro che ricorda una qualsiasi sigla di un cartone animato, esplode su un piacevole ritornello. Le rimanenti canzoni “Sotto sopra”, “La strada” e “Chiuso in una scatola” che faticano quasi ad emergere dal sottobosco, lasciano spazio alle divertenti e spensierate “Time out”, titletrack in puro stile country, e alla successiva “Profumo”.
E’ ritornato Max, dopo tre anni di lunga attesa (non per tutti, certo, ma per i fan, tre anni sono tre anni), ed il suo ritorno non poteva che essere con un album così: più ricercato rispetto ai precedenti, con nuove influenze musicali e più curato negli arrangiamenti.
Gli appassionati di vecchia data possono però rimanere tranquilli: sarà pur cresciuto, il nostro Max – ormai l’obiettività sta venendo sempre meno – ma il suo modo di descrivere in maniera così semplice la vita di tutti i giorni è rimasto sempre lo stesso… come, d’altronde, i suoi viaggi in moto e la sua metrica divertente e quasi impossibile.

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