«NEVER GONE - Backstreet Boys» la recensione di Rockol

Backstreet Boys - NEVER GONE - la recensione

Recensione del 03 ago 2005 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

E’ finita l’era delle boy band? Alcuni segnali fanno temere (o sperare) di sì. Uno è che, almeno dalle nostre parti, l’ultima boy band in grado di provocare i tipici sintomi (isteria, classifiche sbancate, merchandising globale, dubbie operazioni discografiche di sfruttamento del fenomeno) sono i Blue, e all’orizzonte non si vede nessun altro.
Altro segnale, ben più forte, è questo ritorno sulle scene della boy band per eccellenza degli ultimi anni, i Backstreet Boys. Oddio, “ultimi anni” mica tanto, perché “Never Gone” è il primo disco in quasi 5 anni (nel 2000 uscì “Black and Blue”).
I “Boys” sono diventati “men”, nel frattempo. Sono cresciuti e si vede nelle foto, che fanno sorridere pensando alle loro faccie da ragazzini imberbi degli esordi. Ma sono cresciuti anche musicalmente, perché hanno confezionato un disco “AOR”, come si dice in America. Un disco che mira ad un pubblico più adulto, presumibilmente quello cresciuto con loro. Come classificare canzoni come il singolo “Incomplete” o “Crwaling back to you” se non come ballatone che si rifanno al rock? Come definire “Just want you to know” o “I still…” se non come un tentativo (forse un pò troppo patinato, ok) di fare del pop chitarroso, di quello che piace alle radio FM americane?
Il fattore imprevisto è che il gioco ai ragazzi, pardon agli uomini, riesce tutto sommato bene: “Never gone” è un disco piacevole, alla fine. Un po’ troppo patinato, appunto, ma non si può prendere troppo. Però è ben scritto e ben prodotto, complice il team che la Zomba ha saputo mettere in piedi per la produzione e che comprende Darren Hayes (ex Savage Garden), il produttore Max Martin, John Ondrasik (Five For Fighting), Billy Mann (collaboratore di Pink).
Ha qualche incongruenza in canzoni come “My beautiful woman” e soprattutto “Poster girl”, che con il loro pop sincopato sembrano troppo canzoni “vecchio stile” che c’entrano poco e nulla con questo nuovo corso; o, ancora, nell’ambivelenza di alcuni dettagli; significativo, da questo punto di vista, il videoclip di “Incomplete”, incluso nel DVD supplementare: da un lato è ambientato nel deserto californiano, location adulta e “rock”; dall’altro, i 5 non rinunciano alle loro mossette e agli ammiccamenti di qualche anno fa.
Difficile dire se il progetto Backstreet Boys, così evoluto, possa andare avanti: il disco sta andandano benino nelle classifiche, ma senza strafare (i vecchi fan?), e ricrearsi una credibilità dopo anni passati a fare gli idoli delle ragazzine è tutt’altro che facile. “Never gone”, se si tralascia la strategia di marketing che ha dietro (“l’ex boy band diventata adulta”) è almeno un disco che fa di necessità virtù proponendo canzoni non così terribili come si poteva pensare.

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