Recensioni / 14 ott 2004

Il Parto Delle Nuvole Pesanti - IL PARTO - la recensione

Recensione di Barbara Ciabilli
IL PARTO
Storie di Note (CD)
Il Parto delle Nuvole Pesanti, dopo essersi dedicato a molteplici esperienze artistiche dal teatro alla cinematografia, torna a dare una nuova energia musicale, frutto di un intenso lavoro fatto dai fondatori del gruppo Peppe Voltarelli, Salvatore De Siena e Amerigo Sirianni. Una piccola svolta che con questo nuovo lavoro, “Il parto”, porta secondo Voltarelli “verso il cantautorato italiano, arriva a Luigi Tenco a Fabrizio De Andrè, ma va anche verso la più leggera poeticità di un conterraneo come Rino Gaetano”.
20 brani per circa 70 minuti di musica ricchi di partecipazioni d’eccezione; alcune già trovate in precedenti lavori, come quella di Roy Paci che ne “Il parto” suona tutti i fiati o come quella con Claudio Lolli in “I musicisti di Claudio Lolli”.
Un bel teatro colorato da voci, idiomi e strumenti; e se non stupisce di trovare un 99 Posse come Marco Messina alla programmazione elettronica di un paio di pezzi, colpisce piacevolmente ascoltare dei versi di Davide Van De Sfross in “ Sono io l’imperatore”.
Questo disco attraversa, grazie alle collaborazioni, idealmente tutta l’Italia: oltre ai già citati Marco Messina, Davide Van De Sfross, Roy Paci e Claudio Lolli, all’interno del disco si trova la partecipazione anche di Paolo Jannacci in “Onda Calabra”, Amy Denio in “Capatosta”, Sergio Tacchi in “Gilles”, Claudia Crabuzza-Les Anarchistes-Antonello Ricci in “Io sono l’imperatore”. Fondamentale è stato anche l’apporto di musicisti come Ettore Castagna, Franco Crisaldi e Pasquale Morgante.
Parecchi sono gli spunti delle Nuvole Pesanti nei confronti della geniale ricerca musicale di Fabrizio De André e Vinicio Capossela, ma con alcune differenze che si trovano soprattutto in quella particolare attenzione, come sempre nei loro dischi, a quella solarità musicale che per fortuna tradisce le loro radici. Gli oltre 15 anni passati a Bologna non fanno neanche un po’ attenuare il loro calore meridionale che li rende così particolari.
Il pezzo d’apertura del settimo lavoro de Il Parto delle Nuvole Pesanti, “Onda calabra” è anche la colonna sonora del film di Giuseppe Gagliardi “Doichlanda”. Questo film che parla, neanche a dirlo, degli immigrati italiani in Germania, è stato premiato lo scorso anno al Festival di Torino.