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Recensioni / 03 ott 1998

Manic Street Preachers - THIS IS MY TRUTH TELL ME YOURS - la recensione

THIS IS MY TRUTH TELL ME YOURS
Epic (CD)
Che negli Stati Uniti abbiano deciso di non pubblicare l’album dei Manic Street Preachers (si sono rifiutate Atlantic, Virgin e Epic) perché considerato "troppo triste" potrebbe essere già una motivazione di merito per ascoltare con attenzione questo lavoro. Fortunatamente in Europa la tristezza ha ancora un valore (poi, cazzo, con che faccia lo dicono, gli americani, che tra Alice in Chains, Nirvana e compagnia cantante hanno pubblicato la musica più depressa dei primi anni ’90...?) e in questo caso il valore è del tutto giustificato. Il nuovo lavoro dei Preachers è infatti un ottimo disco, che fuga ogni dubbio sulla ‘tenuta’ della band a quasi quattro anni dalla scomparsa - in senso letterale - del loro chitarrista e compositore di punta Richey James. Stranamente, quella che avrebbe dovuto mostrarsi al mondo come una band decapitata, pescò invece il jolly con l’album "Everything must go", che finì per consacrarne il momento di massimo successo, e prova adesso con "This is my truth..." a dare quel lavoro un degno successore. Viene da dire che James Bradfield, Nicky Wire e Sean Moore sono riusciti nell’intento, scrivendo alcune tra le loro cose migliori di sempre e avvalendosi della produzione accorta di Mike Hedges e dei suoi splendidi arrangiamenti d’archi. Forse sono tramontate alcune asperità e tetraggini congenite, proprie della precedente gestione del gruppo, per intenderci quella che fece centro con album come "Gold against the soul" e "The Holy bible", ma in compenso il gruppo non ha perso in incisività, svolgendo a fondo - e a partire dal titolo - il proprio discorso politico. "This is my truth..." è un album antifascista nella migliore tradizione che fu dei Clash, alla cui "Spanish bombs" il gruppo si rifà apertamente con il primo singolo "If you tolerate this your children will be next": ci si schiera contro ogni tipo di barriera, di estremismo mentale. Intendiamoci, l’argomento dell’album non è tutto politico, ma affianca a quel tema anche ritratti interessanti come ad esempio "Born a girl", diario di un uomo con desideri femminili e l’iniziale "The everlasting", una meditazione nostalgica e disincantata sul trascorrere del tempo e il cambiamento delle persone. A chiudere l’album, un brutto pezzo di storia, quello a cui si accenna in "South Yorkshire mass murderer": il disastro di Hillsborough, in cui 96 fans del Liverpool morirono schiacciati sul suolo del campo di calcio di Sheffield nel 1989. Un album molto intenso, anche se a tratti discontinuo nella forma musicale: per i Predicatori un altro passo avanti.

Tracklist:
1. The Everlasting
2. If you tolerate this your children will be next
3. You stole the sun from my heart
4. Ready for drowning
5. Tsunami
6. My little empire
7. I’m not working
8. You’re tender and you’re tired
9. Born a girl
10. Be natural
11. Black dog on my shoulder
12. Nobody loved you
13. S.Y.M.M.