«I MOLTEPLICI MONDI DI GIOVANNI, IL CANTANTE - Neffa» la recensione di Rockol

Neffa - I MOLTEPLICI MONDI DI GIOVANNI, IL CANTANTE - la recensione

Recensione del 15 ott 2003 a cura di Paola De Simone

La recensione

Già nel precedente album "Arrivi e partenze", Neffa aveva mostrato di prediligere la convivenza di diversi generi musicali all'interno di un unico disco. Così anche in questo nuovo lavoro "I molteplici mondi di Giovanni, il cantante Neffa", torna a proporci una varietà di stili: dal blues al reggae, dal funky alla lounge music, dal soul alla bossanova.
Neffa ha raggiunto una sua maturità artistica: lo dimostra l'omogeneità con la quale vengono ora proposti questi generi tra loro molto differenti. Nel precedente disco, che ricordiamo molto più improvvisato, erano presentati meno uniformemente. Anche la sua crescita autoriale e compositiva è evidente in tutte le sedici canzoni in tracklist, canzoni che portano la sua firma e quella dei suoi fedeli musicisti: Cesare Nolli e Christian Lavoro. Tutto, dalla maggiore chiarezza dei testi alla forma canzone adottata in questo disco, fa pensare che Neffa abbia lavorato con un maggiore piglio comunicativo rispetto al passato; questo ha fatto sì che i brani fossero più immediati e di facile ascolto. E se mancano hit come "La mia signorina", in compenso troviamo brani di forte impatto come la canzone blues "Disperato" (certamente la proposta più interessante del disco) e il singolo trainante "Prima di andare via".
Non tutte le canzoni sono in lingua italiana, ma l'album si compone anche di due brani scritti rispettivamente in portoghese e in inglese: il primo è intitolato "O tempo e o vento", ed è stato scritto da Neffa a quattro mani con la cantante Regina Saraiva, tra l'altro unica interprete del brano nel quale il cantautore si limita a cantare nel coro; la canzone in inglese, invece, è un reggae scritto interamente da Neffa e si intitola "Sunshiny day". Mentre questo secondo brano trova una collocazione armonica all'interno del disco, la canzone portoghese minaccia un po' la compattezza del disco, perché troppo lontana per genere ed esecuzione.
Per quanto riguarda la scelta dei suoni, nell'album troviamo strumenti acustici, ma anche un consistente ricorso all'elettronica, come nel brano "Vieni con me" e come ormai nella tradizione dei dischi di Neffa. Sul finale il disco riserva anche una piccola "sorpresa": "Le ragazze sole", un brano estivo nel testo e nella sonorità in stile mariachi, un pezzo allegro e spensierato, che piacerà sicuramente agli amanti dei tormentoni estivi, un po' meno (forse) ai fan dell'ex rapper e del neo "cantante Neffa".

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