«EDEN - Sarah Brightman» la recensione di Rockol

Sarah Brightman - EDEN - la recensione

Recensione del 10 dic 1998

La recensione

Insieme ad Andrea Bocelli, con il quale ha inciso il duetto "Time to say goodbye", è riuscita nell’impresa di vendere oltre 10 milioni di copie in tutto il mondo. Niente male, per un artista che in principio veniva ‘accusata’ di lavorare grazie al legame sentimentale che la univa al Re del Musical Inglese per eccellenze, Andrew Lloyd Webber. In realtà con "Eden" Sarah Brightman è ormai al terzo album come solista, dopo il successo dei precedenti "Dive" e "Timeless", entrambi accolti egregiamente dal pubblico tanto americano che europeo. E il perché è facile a dirsi, dopo aver ascoltato il suo nuovo lavoro: Sarah Brightman è il punto di unione tra la musica sognante e new age di Enya e la classicità di un repertorio per soprani, mettendo insieme un disco che, alla luce delle nuove velleità melomani espresse dal pubblico (soprattutto americano e tedesco), non potrà non essere premiato come è già successo ad esempio all’album classico di Bocelli. Su "Eden", oltre alle composizioni originali, realizzate con il suo nuovo compagno Frank Peterson, la Brightman reinterpreta in italiano e con fare da cantante lirica il tema portante di Titanic "My heart will go on" (che diventa "Il mio cuore va"), gioca con l’adagio di Albinoni cantandoci sopra in inglese ("Anytime, anywhere"), si cimenta nell’aria di Haendel "Lascia ch’io pianga" già immortalata nel film "Farinelli", si butta a capofitto anche su "Gabriel’s oboe", il tema portante del film "Mission" scritto come strumentale da Morricone e qui, con tanto di testo italiano, riadattato in "Nella fantasia", e covera il brano "Un jour il viendra", di un altro esimio compositore di colonne sonore, Gabriel Yared (Betty Blue, L’amante, City of angels). Insomma, la Brightman razzia alla ricerca del ‘bello universale’ e, in diversi casi, lo trova, almeno tra gli originali: il problema, più che altro, sono le sue versioni, talmente calorose e dolci da sembrare melense. Come poteva concludersi un disco del genere, se non con la cover di ‘Nessun dorma’? L’hanno veramente rifatta tutti, ma evidentemente non basta, visto che Sarah decide di dire la sua anche in questo campo. E così, per la vostra gioia (e quella di Puccini), ecco l’ultima parola di questo disco: "vinceròòòò". Se lo dice lei...consigliato agli amanti del barocco e del neobarocco. PS. Celine, Enya, spostatevi che arrivo.

Tracklist:
"In paradisum"
"Eden"
"So many things"
"Anytime, anywhere"
"Bailero"
"Dust in the wind"
"Il mio cuore va"
"Deliver me"
"Un jour il viendra"
"Nella fantasia"
"Tu"
"Lascia ch’io pianga"
"Only an ocean away"
"Scéne d’amour"
"Nessun dorma"br>
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