«BELIEVE - Disturbed» la recensione di Rockol

Disturbed - BELIEVE - la recensione

Recensione del 23 nov 2002

La recensione

David Draiman è un uomo con una missione da compiere e i milioni di copie venduti con "The sickness", il primo album firmato dai suoi Disturbed, lo hanno convinto che può raggiungere il suo obiettivo. Quale? Offrire ai suoi giovani ascoltatori una via per recuperare la speranza attraverso la purezza del metal. Parole sue, in una recente intervista rilasciata al mensile statunitense "Blender". Per arrivare allo scopo, serve che i Disturbed raggiungano grandi masse di pubblico, come i Metallica. Anzi, come gli U2, dei quali Draiman vorrebbe che i Disturbed diventassero una specie di versione metal. Un traguardo ambizioso, non c'è che dire. E la band sembra anche avere le armi giuste per raggiungerlo, forte di un lungo apprendistato sui palchi metal e dell'indubbio carisma del front-man, fermamente intenzionato a farsi prendere sul serio quando comunica il suo messaggio. La foga messianica dei suoi testi non ha i toni delle lodi a Dio dei cattolici P.O.D. - per inciso, Draiman è di famiglia ebraica - ma sembra semmai un grido a metà fra rabbia e voglia di reagire di un uomo costantemente alle prese con qualche sofferenza dell'anima. Anche prendendo per buona la sincerità di intenti del cantante, non si può fare a meno di notare che "Believe" è privo di particolari guizzi di originalità. I Disturbed mostrano buone capacità ma restano nel solco tracciato dalle band che li hanno influenzati (Korn e Limp Bizkit, tanto per fare due nomi particolarmente evidenti). I riff sono massicci al punto giusto, Draiman può passare con disinvoltura dalle urla a un cantato più controllato e non mancano i ritornelli epici, sempre utili per allargare i consensi (l'iniziale "Prayer" ad esempio ne sfoggia uno piuttosto riuscito). A chi aspira allo status di gente come Metallica e U2 sarebbe però utile ricordare che entrambi, in modo diverso, si sono fatti largo grazie a una cifra stilistica molto personale. "Believe" è un lavoro da allievi caparbi e ambiziosi, ma non una prova da capiscuola.

(Paolo Giovanazzi)

TRACKLIST

01. Prayer
03. Awaken
04. Believe
07. Rise
09. Breathe
10. Bound
11. Devour
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