«MODULATE - Bob Mould» la recensione di Rockol

Bob Mould - MODULATE - la recensione

Recensione del 30 ago 2002 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Quello di Bob Mould è un nome che merita rispetto. Per quello che ha fatto con gli Husker Du negli anni ’80, per i primi dischi solisti e quelli con gli Sugar, tra la fine dello stesso decennio e i primi ’90. Da qualche tempo se ne erano perse le tracce: l’ultimo disco, solista, era di ben 4 anni fa, “Last dog and pony show”. Nel frattempo il nostro se ne era andato a fare l’autore televisivo: scriveva i testi per le trasmissioni di wrestling… Insomma, un personaggio quanto meno eclettico.
Il nuovo album, “Modulate”, riconferma questa ecletticità e, almeno in parte, il meritato rispetto. Perché “Modulate” è lontano miglia dall’indie rock che ha reso celebre Mould. E’ piuttosto una sorta di inedito esercizio di stile con suoni sintetici ed elettronici, sulla cui base si inseriscono –occasionalmente- le tradizionali schitarrate. Un esperimento degno di nota per il coraggio, anche se non sempre riuscitissimo nei risultati. L’atmosfera di brani come “Sunset safety glass” richiama alla mente il techno-pop di band come New Order e Depeche Mode; le canzoni sono ben scritte e ben strutturate – Mould è sempre stato un grande autore – ma i suoni sintetici sono spesso troppo invadenti e molto retrò: sembrano arrivare da vecchi sintetizzatori e la piacevolezza del suono non ne guadagna di certo.
Però poi Mould azzecca qualche davvero brano, come “Comeonstrong” e “Trade”: rock tradizionali in cui le sovrastrutture elettroniche sono al servizio della canzone e non viceversa. In questi episodi si intravede quello che questo disco sarebbe potuto essere, se avesse rispettato questi standard dall’inizio alla fine.
Insomma, “Modulate” è un bel tentativo più nelle intenzioni che nei risultati. Mould merita rispetto, come dicevamo in apertura. Però lo aspettiamo al varco in territori a lui più consoni: entro l’anno si preannuncia un nuovo disco semi-acustico, sulla falsariga di quel “Workbook”, esordio solista del 1989 e capolavoro insuperato. In quell’occasione potremo capire se Mould merita stima anche per la sua produzione presente.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.