«BABY, IT'S COLD OUTSIDE - Holly Cole» la recensione di Rockol

Holly Cole - BABY, IT'S COLD OUTSIDE - la recensione

Recensione del 19 dic 2001

La recensione

I fans di Holly Cole in Italia sono pochi, ma ben piazzati: trattasi in buona parte di giornalisti, critici e addetti ai lavori. Questo garantisce alla Cole una discreta esposizione, come è giusto che sia per un’interprete del suo rango. In molti l’hanno conosciuta per un album di cover particolare, un tributo a Tom Waits intitolato “Temptation” e risalente ormai a sei anni fa. Fino ad allora la Cole aveva macinato dischi soprattutto in Canada, paese natale in cui aveva mosso i suoi primi passi dirigendosi verso un jazz stemperato via via con progressive sfumature pop. L’album di studio “Dark dear heart”, prodotto da Larry Klein - già signor Joni Mitchell - e il successivo “Romantically helpless” avevano costituito i due successivi tasselli della sua carriera discografica, stampati e recensiti positivamente anche in Italia. Ma Holly Cole, almeno a giudicare da quanto racconta il suo sito, sembra godere di un notevole seguito all’estero, seguito cui è indirizzato questo album di canzoni natalizie che ha goduto, proprio su www.hollycole.com, di un’esposizione importante: un referendum tra i fans per individuare quali sarebbero state le canzoni di Natale più gradite. In realtà, come svela il sito stesso, l’album di Natale era stato registrato prima del referendum, ma ciò non toglie nulla al valore di questa bella raccolta di temi riarrangiati nel classico stile Cole, ossia a base di un jazz che concede poco al virtuosismo e molto al calore dell’interpretazione. In questo senso Holly Cole vince la sua scommessa ancora una volta, rendendo questo disco a tema un disco totalmente suo, fatto d’interpretazioni che, se non fosse per i titoli e i testi, sembrerebbero soltanto casualmente prestate alla cornice di album natalizio. Confezione simpaticamente pacchiana, ottima la scelta del materiale - un capolavoro assoluto come “If we make it through Christmas” accanto a uno splendido classico come “The Christmas song” -, perfetti gli arrangiamenti e totalmente a suo agio nel confronto con una grande orchestra la voce e l’interpretazione di Holly Cole, che non a caso è arrivata, con questo, al suo nono album. Nato dalla costola di un precedente progetto, l’EP “Christmas blues”, “Baby, it’s cold outside” regola i conti in sospeso tra Holly Cole e l’inevitabile scoglio dell’album di Natale, e lo fa con la consueta classe e con una dimestichezza sorprendente. Chissà se questa volta se ne accorgerà qualcuno oltre ai soliti addetti ai lavori.


(Luca Bernini)
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