«SNOWFLAKES - Toni Braxton» la recensione di Rockol

Toni Braxton - SNOWFLAKES - la recensione

Recensione del 17 dic 2001

La recensione

La regola è: se ce l’hai fatta, fai un disco di canzoni di Natale: venderanno. O, se preferite: se i tuoi discografici ti chiedono di fare un disco di canzoni di Natale, vuol dire che ce l’hai fatta. Il che non significa necessariamente che vendi milioni di dischi, ma che hai un tuo pubblico, che ti segue ed è pronto a farlo anche avventurandosi in un territorio non convenzionale come quello delle christmas songs. E’ una regola che ha precedenti illustri e innumerevoli, soprattutto in ambito jazz e R&B - tra le più recenti, Christina Aguilera, Destiny’s Child, Holly Cole - e alla quale non sfugge nemmeno Toni Braxton, come molte sue colleghe d’oltreoceano. Se la parola d’ordine, negli States, è: tranquillizzare, affiancata a una sana voglia di lasciarsi alle spalle incubi talebani che attentano alla libertà del Paese, sarà nel coacervo degli affetti natalizi che la nazione troverà il miglior corroborante per ricominciare. E che Natale sarebbe senza canzoni di Natale? “Snowflakes”, ossia “Fiocchi di neve” è l’album che Toni Braxton ha progettato per essere suonato con agio nelle infinite catene di grandi magazzini, sottofondo perfetto per corse agli acquisti e agli ultimi pacchetti, per file alle casse dove singles distinti e azzimati spintonati da famiglie con bambini urlanti al seguito attenderanno il loro turno per esibire carta di credito e comperare un pezzettino di felicità natalizia. Al tempo stesso l’album di Toni Braxton ha delle buone carte per essere di casa anche in casa, cioè nelle case di chi lo comprerà, e magari lo suonerà per un party con gli amici, per una romantica cena a due, per una chiassosa riunione di famiglia. Insomma, per come è fatto, “Snowflakes” non disturberà nessuno: merito di cinque brani originali - tra cui campeggia un’ottima “Christmas in Jamaica”, classicone natalizio in salsa Shaggy - che tolgono al disco la patina dell’abum di cover, e un trio di standard - “Christmas time is here”, “Have yourself a merry little Christmas” e “The Christmas song” - eseguiti con grazia e stile, come si addice a chi da tempo incrocia le sue armi con quelle di Babyface e LA Reid, sorta di Dolce & Gabbana della black music anni ’90.Per cui se siete in vena, se in Italia - come dicono - nevicherà, e i palazzoni di fronte a casa vostra vi faranno sentire per un attimo a New York, completate l’opera mettendo su un disco come questo e aprendovi una buona bottiglia di vino... l’effetto “Harry ti presento Sally” è dietro l’angolo (sto parlando della scena finale, non di quella dell’orgasmo multiplo...).


(Luca Bernini)

TRACKLIST

02. Christmas in Jamaica featuring Shaggy
10. Snowflakes of love (Brent Fischer instrumental)
11. Christmas in Jamaica (remix) featuring Shaggy
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