«RITMO CRIMINAL - Tribà» la recensione di Rockol

Tribà - RITMO CRIMINAL - la recensione

Recensione del 03 ago 2001

La recensione

Se uno degli scopi principali di un disco così è quello di far divertire senza scadere nella commerciabilità più bieca, quello di Tribà c’è riuscito. Questo è un progetto partito dall’idea di realizzare dal vivo un ensemble di percussioni. Dopo qualche tempo si è ampliato dal punto di vista strumentale sino ad approdare nei dintorni, e a volte dentro, alla canzone. Resta comunque un’importante base ritmica, che sostiene l’intero lavoro, il primo del gruppo dal punto di vista discografico, escludendo le autoproduzioni.
I ritmi africani e sudamericani (quello cubano innanzitutto) imperversano, si mutuano, si aggrovigliano. Ci sono insomma calore e ritmo in ogni piega di “Ritmo criminal” ed è questo il denominatore comune di un lavoro che per certi versi si presenta disomogeneo. Ma dall’ascolto pare probabile che sia stata una scelta, magari un po’ rischiosa, ma consapevole, tanto che non costituisce un limite.
Sono ad esempio diverse le voci che si alternano al microfono. Fra queste da citare almeno una vecchia conoscenza come quella di Roberto Boggio dei Fratelli di Soledad, uno dei gruppi che era nello stesso nido torinese di Mau Mau, Africa Unite, Subsonica e altri. Anche i ritmi sono vari, a cominciare dal mambo per arrivare alla dance, sino alla poliritmia africana. E così le lingue: spagnolo, italiano e, se serve, anche inglese.
I testi pure sono piuttosto diversi fra loro. C’è un gioco come quello di “Mama insegnami a ballar” che è anche il singolo che li sta facendo conoscere tra i Festivalbar e le tv musicali, ma c’è anche “Sans papier” che sin dal titolo esplica la propria valenza di denuncia sociale. E in qualche modo tutti i due pezzi hanno pieno diritto di cittadinanza in “Ritmo criminal”.
Non c’è sicuramente da gridare al miracolo, e certi affinamenti migliorerebbero certo la proposta, ma complessivamente il progetto artisticamente sta in piedi ed ha anche possibilità in termini di vendite. I singoli possibili di quest’album sono diversi.
Fra i vari pezzi, “La fuente” e “Es un ritmo (para bailar)” paiono particolarmente indovinati. Così come gli altri brani vanno bene sia nelle discoteche che nei centri sociali.

(Francesco Casale)
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