«ACOUSTIC SOUL - India Arie» la recensione di Rockol

India Arie - ACOUSTIC SOUL - la recensione

Recensione del 10 ott 2001

La recensione

Ampiamente messa in risalto da Spike Lee nella colonna sonora del suo film Bamboozled, India.Arie è un nuovo nome da aggiungere alla lista degli artisti di “new soul”. Carismatica, emozionante e semplice, India.Arie si esprime al meglio nel suo album di debutto “Acoustic soul”, fondendo sonorità acustiche, ritmiche di derivazioni hip-hop e testi che spaziano dal sogno alla realtà. La sua musica è semplice e sofisticata al tempo stesso, intrisa di atmosfere che richiamano l’orgoglio africano, dei cui colori la cantante ama vestirsi e costruendo uno stile che, per una esordiente, è facile riportare ad altri suoi predecessori (Erykah Badu e Tracy Chapman sono le somiglianze che più direttamente vengono in mente), ma che si è già guadagnato una sua credibilità. Attraverso canzoni come “Video”, “Brown skin” e “Ready for love”, India.Arie ha costruito la sua filosofia, espresso i suoi sentimenti, cantato le sue canzoni con il corpo, la mente e l’anima. Una nuova stella del soul, una Tracy Chapman del nuovo millennio, dotata spesso di quella eterea innocenza che in molti hanno apprezzato nella cantante Amel Larrieux o la forza espressiva delle sue radici storiche come in Me’Shell NdegèOcello. E’ orgogliosa di non essere allineata alle nuove stelline R&B in circolazione e della sua personalità a tinte forti (“Video”), riverente verso i suoi miti (“Wonderful”), appassionata (“Brown skin”), spirituale (“Nature”).
”Acoustic soul” alterna momenti di grande consapevolezza verso le proprie capacità a altri di estrema umiltà. Accade ad esempio che si elenchino alcuni grandi della musica nella breve, ma intensa, “Interlude”, dove India.Arie ringrazia i vari Sarah Vaughn, Ella Fitzgerald, Miles Davis, Jimi Hendrix, Minnie Riperton, ma è a Stevie Wonder che dedica un’intera canzone, “Wonderful”, rendendogli un omaggio sentito, utilizzando alcuni titoli di famosi brani dell’artista.
Blues, soul, folk e moderno r&b qui convivono pacificamente e la giovane cantante pone un’attenzione particolare al recupero e all’esaltazione delle sue radici di giovane afro-americana e, cosa ben più importante, non scende a compromessi, ma sinceramente esprime se stessa per non rimanere schiava del music business. Depositario di questa sua integrità artistica è Kedar Massenburg, ovvero l’uomo responsabile del lancio di artisti come D’Angelo e Erykah Badu e attualmente alla guida della storica Motown Records. Una sorta di garanzia per una buona partenza che India.Arie conferma appieno in questo suo album di debutto, fortemente intriso di una femminilità e una eleganza difficili da reperire in giro di questi tempi.

(Alessandra Zacchino)
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