«ALIVE IN AN ULTRA WORLD - Steve Vai» la recensione di Rockol

Steve Vai - ALIVE IN AN ULTRA WORLD - la recensione

Recensione del 09 ott 2001

La recensione

Steve Vai è un chitarrista geniale e dalle indubbie qualità. Abbiamo imparato a conoscerlo nel corso degli anni. L'ultimo album in studio intitolato "Ultra Zone" è uscito due anni fa, ed il qui presente "Alive in an ultra world" è il documento che ne testimonia il tour successivo. Ma anche questa volta Vai non si è smentito, arrivando a concepire un ambizioso progetto che risale ad un’idea avuta addirittura nel '97, che prevedeva la registrazione, in ogni paese visitato durante il tour di brani che contenessero degli elementi della musica tradizionale del luogo. L'idea si è concretizzata ora, dopo quattro anni, in un doppio live strumentale che, per motivi logistici, contiene quindici pezzi le cui registrazioni non sono state effettuate esattamente nel paese cui si dichiara l'appartenenza o l'influenza. La prima canzone "Giant ball of gold" è stata registrata in Grecia, ma Vai stesso dichiara di aver tratto ispirazione per comporla dalla musica polacca, così come "Burning rain", il cui spunto arriva dalla grande cultura giapponese ma la cui registrazione è stata per la maggior parte effettuata in Australia. "The black forest" si rifà alla tradizione teutonica, anche se il concepimento è avvenuto in Scozia, mentre la sorpresa è "Devil's food", dove i più attenti ascoltatori potranno roconoscere echi di "Dog/meat", brano del repertorio di Frank Zappa. "The power of bombos" richiama alla memoria un altro grande musicista del passato (Jimi Hendrix), mentre il tema centrale in cui si sviluppa il brano è simile a quello del famoso manga/cartone animato: "Dragonball Z". In "Iberian jewel" è palese il folclore ispanico per via della sua chitarra flamencata, "Light of the moon" appartiene all'Australia a causa del riferimento intrinseco ad un brano tradizionale del luogo intitolato "Waltzing Matilda", ma la vera sorpresa è trovare una canzone ispirata dalla cultura italiana. "Principessa" (non poteva essere che questa), è stata ideata da Vai mentre sorseggiando cappuccini e degistava il nostro vino italiano. L’apice però Vai lo raggiunge con l'ultimo brano della tracklist. "Brandos costumes" (d'ispirazione portoghese), ideato e provato in circa due minuti: una sicura prova della genialità del chitarrista.

(Angelo Ferrari)

TRACKLIST

CD1
01. Giant balls of gold
06. Blood and glory

CD2
03. Light of thee moon
06. Prrincipessa
07. Brandos costumes (gentle ways)
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