«MOTHER SUPERIOR - Mother Superior» la recensione di Rockol

Mother Superior - MOTHER SUPERIOR - la recensione

Recensione del 13 mag 2001

La recensione

Un vecchio album dei Mother Superior si intitolava “Heavy soul experience”, ed è ancora un modo efficace di descrivere lo stile del gruppo americano, oltre a offrire un singolare parallelismo con il penultimo album in studio di Paul Weller, "Heavy soul" appunto. A prima vista, il “modfather” non ha molto a che fare con la band americana, ma a guardare meglio, sia lui che i Mother Superior prendono ispirazione dallo stesso periodo, pur guardandolo da due punti di vista diversi. In entrambi i casi, “heavy” non deve far pensare al metal, quanto all’hard rock degli anni ‘70, quando chitarre ad alto volume e amplificatori in saturazione erano un modo per dare una nuova veste a riff che venivano ancora dal blues e dal rock ‘n’ roll. Insomma, i Mother Superior sarebbero stati perfetti per la colonna sonora di “Almost famous”. Una ballata come “Follow me home” ad esempio è un bel rimando all’era rock in cui il film è ambientato. Solo che adesso suoni del genere non sono esattamente i migliori per ottenere ricchi contratti e airplay radiofonico. Non a caso, il gruppo mette in chiaro la propria opinione in materia con un titolo eloquente come “Radio sucks”. Se il mondo discografico non è proprio favorevole, va anche detto che esiste negli Stati Uniti un pubblico piuttosto numeroso per questo modo di concepire il rock, come testimoniano le fortune dei Black Crowes, ad esempio. I Mother Superior hanno ottime carte da giocarsi con un'audience del genere: canzoni ben scritte, suonate e cantate come si deve. E’ curioso che facciano comunella con un eroe del punk hardcore come Henry Rollins, che con i Black Flag ha a suo tempo contribuito a mettere fuori gioco il tipo di rock a cui i Mother Superior devono tutto. Comunque sia, Rollins produce a dovere e dà anche un contributo vocale a “Radio sucks”. Forse un'alleanza con qualche reduce degli anni '70 sarebbe stata più congrua, ma poco importa: se avete nostalgia di quel rock, vale la pena di dare udienza al gruppo.

(Paolo Giovanazzi)
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