«BRUCIAMO CIO' CHE RESTA - Elle» la recensione di Rockol

Elle - BRUCIAMO CIO' CHE RESTA - la recensione

Recensione del 12 mag 2001

La recensione

Nuove promesse della musica italiana crescono. Ma in un periodo in cui le uniche cose che pagano sono il punk e lo ska, fin da subito, una proposta degna di essere importata anche all’estero come quella di Elle rischia di rimanere per sempre legata a circuiti underground. Speriamo che questo non succeda a questo gruppo veneto che, dopo anni di demo e CD autoprodotti riesce a pubblicare “Bruciamo ciò che resta”: un album che fin dal primo ascolto mostra le grosse potenzialità di questa band che fa musica idealmente pensata in una stanza con le “serrande alzate”. Sì, proprio come in quella stanza cantata dai Marlene in “Che cosa vedi”. Con le serrande appena alzate, con quella propensione a suonare intimista e lento, Elle pensano canzoni che, nel cantato ci ricordano, oltre alle linee vocali di Godano, quel modo di scrivere melodie che è di Blonde Redhead, in bilico tra la tradizione della canzone pop italiana, le melodie francesi e l’attitudine indie. E intorno alla voce nervosa e malinconica di Marco Lacampo, Elle avvolgono magistralmente un patchwork di suoni impeccabili. Il ritmo lento di una batteria a tratti jazzy, a volte trip hoppeggiante, altre volte uptempo rock, ma, soprattutto, un intreccio meraviglioso di chitarre indie, psichedeliche, elettroacustiche che tesse poi una trama melodrammatica con arrangiamenti per archi ad alto tasso emozionale. Il tutto per trasporre in suoni un mondo, un microcosmo sintetizzato meravigliosamente nell’ultima traccia dell’album (“Stai”) e in quel flebile invito a stare: a stare dentro, a rimanere in un mondo protetto, a rannicchiarsi in uno spazio intimo, a farsi cullare dalla malinconia, a farsi avvolgere dalla bellezza di questo disco. Da ascoltare con le serrande appena alzate.

(Gian Paolo Giabini)
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