«REVEAL - R.E.M.» la recensione di Rockol

R.E.M. - REVEAL - la recensione

Recensione del 11 mag 2001

La recensione

Sole, aria, personaggi che prendono il volo come in un quadro di Chagall (che a suo tempo ispirò, in tutt’altro ambito, “Volare”) e musiche sospese, in alcuni casi quasi eteree. Questo è “Reveal”, l’annunciato nuovo disco dei R.E.M.
Stipe e soci, fin dall’iniziale “The lifting” per arrivare alla conclusiva “Beach ball” hanno scelto la formula del disco tematico - parzialmente abbandonata con “Up”, ma spesso presente in passato: l’amore in “Out of time”, la morte in “Automatic for the people”, il sesso in “Monster”, il viaggio in “New adventures in hi-fi”.
“Reveal” è il primo disco dei R.E.M. ad essere pubblicato in primavera da dieci anni a questa parte (l’ultimo fu, appunto, il solare “Out of time”, marzo 1991, tutti gli altri uscirono in tarda estate o autunno). E non è un caso, fin dal sole che troneggia in copertina, accompagnato da colori caldi. E’ un disco che canta e presenta atmosfere rilassate, quasi indolenti, con temi lirici e musicali ricorrenti. L’estate (“I’ll take the rain”, “Beach ball”, “Summer turns to high”), la fuga (“All the way to Reno”), l’elevazione metaforica o letterale (“The lifting” e “I’ve been high”), la voglia di accettarsi per quello che si è (“Beat a drum”) o per quello che si vorrebbe essere (“She just wants to be”).
Il ritorno delle chitarre, il parziale abbandono dell’elettronica che dominava “Up” (presente in “Reveal”, ma ora come elemento di sfondo) hanno fatto parlare di un ritorno alle origini, del recupero di un suono che è (stato) il marchio di fabbrica del gruppo. Un suono che, a dire la verità, è presente soprattutto nel singolo “Imitation of life”, che ricorda le canzoni degli anni ’80 come “Driver 8” o “So. central rain”; altrove, invece, ci si rifà più alle atmosfere acustiche stile “Automatic for the people”. Ma, a scanso di equivoci, “Reveal non è una operazione alla “All that you can’t leave behind”. I R.E.M. non hanno deciso di fare come gli U2: incidere un disco per riappropriarsi della propria identità perduta nei meandri della sperimentazione.
I R.E.M., a differenza di Bono e soci, non hanno mai abbandonato la propria strada: sempre uguali a sé stessi eppure ogni volta diversi, sono uno dei gruppi più coerenti della scena musicale degli ultimi anni. Hanno subìto qualche brusca sterzata che ha rischiato di farli andare fuori dal tracciato; sono invece rimasti ben saldi al comando della propria macchina, confermando il vecchio adagio che ciò che non ti ammazza di rende più forte. Se il precedente “Up” era un disco di reazione all’abbandono del batterista Bill Berry –allora sì che i R.E.M. hanno rischiato forte – questo “Reveal” è un disco di consolidamento. Per stessa ammissione dei membri del gruppo (si veda l’intervista pubblicata da Rockol nei giorni scorsi), è il primo disco dei R.E.M. da oltre un decennio a questa concepito in una fase stabile, senza crisi a cui reagire. E si sente, nel bene e nel male: “Reveal” è un disco appunto solare, rilassato, senza grandi scossoni e senza grandi cadute. Un disco che mette in luce tutte le capacità di scrittura del gruppo – sotto questo punto di vista indubbiamente tra i più grandi di sempre – e tutta l’esperienza maturata nell’arrangiare un brano per non farla sembrare già sentita.
Ci sono grandi canzoni con grandi melodie, in “Reveal”, dall’iniziale “The lifting”, passando per la ballatona “I’ll take the rain” e il pop-rock del singolo “Imitation of life”, per giungere all’apice, la pressoché perfetta “Beat a drum”. E ci sono ottime idee di arrangiamento, come la semi-elettronica “I’ve been high” che altrimenti sarebbe suonata più che banale, l’irregolare “Saturn return” o la bacharachiana “Beach ball”.
Manca, in generale, la sorpresa, la mossa che non t’aspetti: questo è il limite principale di “Reveal”. Nulla di nuovo sotto il sole che campeggia in copertina, da questo punto di vista. Ma finché continueranno a fare dischi di questo livello ci sarà comunque di che abbronzarsi con sommo piacere.

(Gianni Sibilla)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.