«A ROSE IS STILL A ROSE - Aretha Franklin» la recensione di Rockol

Aretha Franklin - A ROSE IS STILL A ROSE - la recensione

Recensione del 29 apr 1998

La recensione

Un disco che dà molto da pensare. E nel complesso un album sconsigliabile, se non agli amanti di Aretha, quelli convinti (e non a torto) che la voce della Regina sia in grado di coprire di uno spesso strato di oro puro tutto ciò su cui si adagia. Ma questo pare un disco pensato per le All Saints e poi affidato, dopo un imprevedibile volgere degli eventi, alla Dama del Rhythm’n’Blues. La quale ha le sue responsabilità: la sua idea di disco, da parecchi anni, è quella di un patchwork con tre pezzi scritti/prodotti da Narada Michael Walden, uno o due dalla Regina medesima, e gli altri in appalto ai produttori rampanti della black music. Il problema è che mai come oggi i produttori rampanti della black music sono dei furbastri con poca fantasia. Dallas Austin, Jermaine Dupri, Sean "Puffy" Combs (anche qui) e Lauryn Hill dei Fugees (per la title-track - forse Wyclef Jean aveva troppi impegni) portano in dono a quella che dovrebbe essere la loro Madre spirituale canzoni di una banalità surreale. C’è poco soul, in questo album di canzoncine. Ma "Una rosa è pur sempre una rosa": ed ecco che in brani come "I’ll dip" o "Every lil’ bit hurts", la Signora della Voce sembra andare per conto suo, come quei campioni che si rendono conto che la squadra va in malora e tentano di andare in porta senza passare ai compagni. Narada è quello che tratta meglio l’amica di tanti successi, con "How many times" e "Watch my back", che non a caso sembrano cantate con maggiore scioltezza. I due pezzi finali, tra cui "The woman", prodotto da Aretha guardando dentro se stessa invece che attorno a sé, non salvano completamente un lavoro iniziato col campionamento assolutamente gratuito di "What I am" di Edie Brickell. Che peccato che per andare verso le giovani generazioni anche alla grande Aretha tocchi di adottarne i clichè più nefandi.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.