«PUBLIC PLACES - Russell Simins» la recensione di Rockol

Russell Simins - PUBLIC PLACES - la recensione

Recensione del 10 dic 2000

La recensione

E’ stato la mente dei Butter 08, insieme a Cibo Matto e Mike Mills (video maker, graphic designer famosissimo nella scena “abstract hip hop” inglese). Ha suonato per anni la batteria in un gruppo di rock’n’roll post moderno come i Jon Spencer Blues Explosion. Incide per un’etichetta ultracool come la Grand Royal, la label dei Beastie Boys. Con simili premesse ci si potrebbe aspettare un disco impeccabile, “cool” fino all’esasperazione e allo stesso tempo sporco e malato come i lavori di Jon Spencer Blues Explosion. Invece Russell Simins sfodera una raccolta di canzoni che rasentano spesso il kitsch. Con il chiaro desiderio di scrivere pop song, sempre tenendo fede a quello che è il filo conduttore e comune denominatore tra Jon Spencer, i Beasties, Cibo Matto (che compaiono anche in questo album) e Butter 08, ovvero l’hip hop, Simins ci propina infatti riff spesso imbarazzanti, quasi sempre dichiaratamente rock, ai limiti con l’heavy e con quel rock FM che da sempre è motivo di imbarazzo e di odio per l’alternative rock americano, area in cui sicuramente, fino ad oggi, Simins poteva essere collocato. E così, tra una ballata alla Everlast (“Confortable places”), un divertissement hip hop alla Soul Coughing (“Scope”), una canzone pensata con in testa il Beck di Mellow Gold (“Cookies & cream”) e il funk rock groove di “Don’t you believe”, tutto sembra scivolare via senza grosse sorprese. E “Public places” si risolve e mostra tutta la sua pochezza proprio nella title track (dove va in scena una inconcludente versione hip hop dei Nirvana) e nel suo tentativo, fallito, di riversare in una formula hip hop quelli che sono stati i suoni del rock alternativo degli anni 90.


(Gian Paolo Giabini)
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