«WONDERLUST - Heather Nova» la recensione di Rockol

Heather Nova - WONDERLUST - la recensione

Recensione del 02 nov 2000

La recensione

Heather Nova è uno dei tanti misteri dello showbusiness musicale. E’ dieci anni che fa musica, buona musica. Perché Heather Nova è una cantautrice che sa scrivere canzoni di una dolcezza semplice (“London rain”, “Heart and shoulder”), che musicalmente si riallaccia a un filone che sta a metà strada tra il rock-folk e il pop, con un talento naturale per la melodia (“Heal”, “Not only human”) e che, come dimostra ancora una volta questo live, ha grinta, una voce potente che sa però accarezzare quando necessario e farsi richiamo da sirena, come nella splendida “Island”. Aggiungiamo che la Nova può anche contare su un’immagine decisamente gradevole. Allora viene da chiedersi perché non abbia conosciuto lo stesso successo internazionale di artiste in parte a lei vicine come Alanis Morissette o Tory Amos. Il fatto è che questo live rivela appieno una sorta di contraddizione, o doppia anima, che rende Heather Nova difficilmente classificabile, anche dal pubblico. Perché la sua musica è rock, ma non fino in fondo; ha un appeal pop internazionale, ma non completamente. I suoi testi sono il più delle volte intimi anche se ogni tanto ambiscono a esprimere qualcosa di più universale. Heather Nova sta come nel mezzo di tutte queste possibili categorizzazioni, con una musica che non può che definirsi elegante e personalissima, piena di richiami a modelli (da Suzanne Vega a Tracy Chapman) che di colpo vengono abbandonati per percorrere variazioni che a volte lasciano spiazzati, con improvvise durezze (la bellissima “Winterblu”, “I’m the girl”) o al contrario con morbidi voli vocali.
In questo live registrato in Germania nel 1999, Heather Nova raccoglie i brani migliori di “Oyster” e “Siren” - i suoi ultimi album in studio - quelli che meglio esprimono il suo mondo musicale e interiore, che riflette spesso sull’amore ed è attraversato da continui richiami alle profondità marine, espresse anche da una musica che è capace di farsi fluida carezza. Un live che esalta la classe di Heather Nova e la forza melodica dei suoi brani, che puntano sulla semplicità dei testi e delle melodie senza mai cadere nella trappola del banale.
Da segnalare in chiusura di tracklist una cover ardita ma riuscita, quella di “I’m on fire” di Bruce Springsteen, brano che ancora una volta dà l’occasione a Heather Nova di svelare la grande versatilità della sua voce, ora eterea ora capace di grande sensualità. Un live che i fan non perderanno e che per i neofiti può essere una buona occasione per entrare nel mondo di questa elegante cantautrice, creatura di terra e insieme sirena dal canto che ammalia.
(Laura Centemeri)
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