«GONE IN 60 SECONDS - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - GONE IN 60 SECONDS - la recensione

Recensione del 16 lug 2000

La recensione

Quale musica per accompagnare le spericolate prodezze di un ladro di macchine che, dopo aver cambiato vita, deve tornare, per una buona causa, a dare prova della sua abilità nel furto con scasso? La scelta del regista Jerry Bruckheimer, che dirige Nicolas Cage e Angelina Jolie in questa pellicola ad alta velocità, fortunatamente non è di quelle prevedibili, ovvero, non finisce come al solito per puntare su un rock dai ritmi accelerati. Ma sceglie un curioso misto di techno, hip-hop, metal; per intenderci, sceglie quel tipo di musica che di questi tempi meglio sembra interpretare un certo gusto per le mescolanze, all’apparenza magari controintuitive, ma capaci di cogliere nel segno di un momento –non solo musicale – in cui la contaminazione è forse l’unica chiave per guardare davvero avanti. Ecco allora l’inedito dei Gomez, “Machismo”, che ancora una volta conferma l’originalità di questa formazione da sempre abile nel giocare con i richiami al passato, fondendoli con gli stimoli più interessanti di oggi. E poi un altro inedito di un mago della contaminazione quale è Moby, che con “Flower” ripropone le ormai classiche voci nere, in una specie di cantilena su cui viene crescendo una base che mescola chitarre ed elettronica. Interessante anche l’inedito dei Groove Armada che ospitano nel brano “Rap” la voce recitante di M.A.D.: l’effetto è tutto da provare, perché le alchimie elettroniche dei Groove Armada creano una specie di paesaggio sonoro da metropoli all’alba, su cui si innesta la voce da ghetto del rapper. Altro saggio di hip hop elettronico lo danno Method Man e Redman, mentre Ice Cube regala una versione senza censure di “Roll all day”, brano che nella pellicola è presente in versione “ripulita”. Da segnalare anche l’accoppiata BT e M.Doughty dei Soul Coughing per il brano “Never gonna come back down”, rock martellante ad alto contenuto melodico con punte vagamente psichedeliche. Infine, la tracklist è aperta da una chicca: i Cult che interpretano “Painted on my heart”, brano scritto dalla macchina sforna successi Diane Warren (ed è anche il loro primo nuovo pezzo da cinque anni a questa parte). Il risultato è un ballatone dal ritornello che non lascia scampo. Vi ritroverete senza volerlo a intonarlo qua e là nel corso della giornata. Melodia, romanticismo e un po’ di ruvidezze rock, una parentesi “classica” in una tracklist che punta sulla musica che innova.
Tracklist
“Painted on my heart” - The Cult
“Machismo” – Gomez
“Flower” – Moby
“RAP” - Groove Armada/M.A.D.
“Leave home” - The Chemical Brothers
“Da rockwilder” - Method Man/Redman
“Roll all day” - Ice Cube
“Sugarless” – Caviar
“Never gonna come back down” - BT/M. Doughty
“Too sick to pray” - A3
“Party up (Up in here)” – DMX
“Stop the rock” - Apollo 440
“Better days (And the bottom drops out)” - Citizen King (remix)
“Boost me” - Trevor Rabin
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