«THAT! FEELS GOOD! - Jessie Ware» la recensione di Rockol

Jessie Ware, ovvero 50 irresistibili sfumature di disco music

La musicista britannica ha pubblicato il suo quinto album, "That! Feels good!"

Recensione del 03 mag 2023 a cura di Paolo Panzeri

Voto 7.5/10

La recensione

Nella natia Gran Bretagna la 38enne londinese Jessie Ware è una stella di buona grandezza e grande considerazione. A parlare per lei sono i fatti, in questo caso sottoforma di numeri. I suoi quattro album sin qui pubblicati - "Devotion" (2012), "Though love" (2014), "Glasshouse" (2017) e "What's your pleasure?" (2020) – sono finiti tutti nella Top Ten della classifica di vendita, seppur senza raggiungere la prima posizione. Prodezza, questa, che potrebbe riuscirle al quinto tentativo con il nuovo disco "That! Feels good!". Nell'attesa che ciò accada, si dica che Jessie possiede una voce tra le più ispirate del circuito e si scrive la maggior parte delle canzoni in prima persona. Da noi non è molto conosciuta, se la filano in pochi nonostante abbia avuto modo di collaborare – a livello di scrittura – solo per citare i nomi più noti, con Ed Sheeran e Nicki Minaj.

Strobo e pulsione sessuale

"That! Feels good!" è un omaggio alla musica black di qualche decennio fa. Per essere ancora più precisi, le dieci canzoni dell'album conducono su di una ideale macchina del tempo che plana gioiosa in piena era Disco anni Settanta. L'ambiente migliore per ascoltare il nuovo progetto di Jessie Ware sarebbe proprio quello di una discoteca di quegli anni, tutta strobo e pulsione sessuale. La title track ci accoglie e risucchia nel vortice ricordandoci che 'il piacere è un diritto'. Il singolo "Free yourself" inneggia a liberarsi dalle costrizioni e se ci si sente a proprio agio perché rinunciarvi. In "Pearls" Jessie si inerpica con la voce a vette proibitive, himalayane, invitando ad osare senza esitazioni che non esiste peccato ad essere felici. Meno danzereccia delle precedenti, "Hello love" canta del ritrovare un amore che pareva perduto e "Begin again" dell'avere e del darsi una seconda possibilità. L'ossessiva "Beautiful people" è un invito a non piangersi addosso, a guadagnare senza indugio la pista da ballo e a lasciarsi andare alla musica e non solo a quella. "Freak me now" è disco music in purezza, trascinante e irresistibile...qui è il sesso che si va trovando, ancor di più dell'amore. "Shake the bottle" e "Lightning" escono un poco dallo spartito e si calano nel pop. Pensa la conclusiva "These lips" a rimettere ordine in tracklist ponendo R'n'B, Seventies ed Eros al centro del quadrato.

Anni Settanta, ma non solo

"That! Feels good!" pare un disco perduto degli anni Settanta. Ma così non è. Non trattatelo come un falso, al pari di alcune tele che sono perfette copie di capolavori pittorici del passato (comunque impresa riservata a pochi). Quella della ragazza londinese è un'operazione filologica convincente e riuscita particolarmente bene, un progetto non privo di fascino che echeggia gli Chic di Nile Rodgers, Giorgio Moroder e la sua musa Donna Summer. Ma anche il mood della Febbre del Sabato Sera e il funk, il tutto realizzato con leggerezza e divertimento. Leggerezza e divertimento che, uniti al non comune talento di Jessie, la potrebbero condurre fino in vetta alla classifica.

Tracklist

01. That! Feels Good! (04:22)
02. Free Yourself (03:54)
03. Pearls (04:03)
04. Hello Love (04:42)
05. Begin Again (05:24)
06. Beautiful People (03:35)
07. Freak Me Now (03:28)
08. Shake The Bottle (03:23)
09. Lightning (03:10)
10. These Lips (04:21)
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