«GET ROLLIN' - Nickelback» la recensione di Rockol

I Nickelback sono pronti a farsi odiare ancora dal mondo

Il nuovo album della band è un concentrato di rabbia e chitarre pesanti, ma in linea con il passato

Recensione del 19 nov 2022 a cura di Elena Palmieri

Voto 7/10

La recensione

Cinque anni fa, con il loro nono album in studio, “Feed the machine”, i Nickelback avevano recuperato sonorità più pesanti e un’attitudine più decisa dopo la deviazione con “No fixed address” del 2014, in cui tocchi grunge e rock incontravano spunti dance e pop. Ora, il gruppo capitanato da Chad Kroeger prosegue sulla strada intrapresa con il precedente lavoro, seppur senza rinunciare ad attingere a piene mani da un ampia gamma di suoni e atmosfere, e fa il suo ritorno sulle scene discografiche con il nuovo album “Get rollin’”. Il disco, il decimo della discografia di una delle rock band più di successo degli anni passati, oltre che bersaglio preferito di detrattori e alcuni colleghi, suona fin dal primo brano, "San Quentin”, già pubblicato come singolo apripista, un concentrato di rabbia e chitarre pesanti. La formazione di Hanna però non tradisce il proprio marchio di fabbrica, e le aspettative dei fan, e torna così a - parafrasando una recente dichiarazione del frontman - "farsi odiare ancora dal mondo".

Un ritorno piuttosto heavy

Un suono incredibilmente pesante, con l’introduzione affidata a scariche di chitarra e alla violenza della batteria: si apre così il nuovo lavoro di studio di Kroeger e soci, con un brano ispirato a un incontro fra il frontman del gruppo e il direttore della prigione di massima sicurezza di San Quentin. Il ritorno dei Nickelback con “Get rollin’” suona quindi piuttosto heavy rispetto al passato, e vede la band spingere sull'accelleratore dell'aggressività in più di un'occasione, dal primo brano e "Skinny little missy" fino a "Vegas bomb". Eppure gli elementi più caratteristici del gruppo non mancono e si fanno sentire tra i ritornelli carichi di esplosività, o tra le immancabili ballad che si aprono a canzoni da singalong e in cui si riconosce il marchio di fabbrica della formazione ora composta, oltre che dal frontman Chad Kroeger, dal bassista Mike Kroeger, dal chitarrista Ryan Peake e dal batterista Daniel Adair.

Il marchio dei Nickelback

Nel voler accontentare i fan di lunga data, in “Get rollin’” si riconosce la volontà della band di ricordare il successo che negli anni li ha legati a un pubblico numeroso in tutto il mondo, ma che li ha resi anche antipatici ad altri. Tra alcune tracce del nuovo disco arrivano chiaramenti echi di grandi classici come "Photograph" e "Rockstar", due cavalli di battaglia del gruppo tratti dall'album di maggior successo e più rappresentativo dei Nickelback, "All the right reasons" del 2005, che al tempo della sua uscita raggiunse la prima posizione della Billboard 200 superando anche i traguardi già raggiunti quattro anni prima con "Silver side up", il disco di un'altra hit, "How you remind me". La canzone uscita come secondo singolo di "Get rolli'", "Those days" era arrivato proprio ad anticipare che Kroeger e soci non hanno intenzione di allontanarsi troppo dalla loro dimensionne più distintiva, fatta di sonorità accattivanti e melodie trascinanti pensate per sollevare cori ai concerti. La decima prova sulla lunga distanza della formazione canadese non manca però di puntare a sperimentare deviazioni e spunti insoliti per segnare nuovi capitoli nella lunga carriera del gruppo, che gioca con le chitarre country di "High time" e si rilassa tra le sensazioni di "Does heaven even know you're missing?", fino a divertirsi tra le incursioni elettroniche nella conclusiva "Just one more". "Get rollin'" si rivela quindi come un lavoro in pieno stile Nickelback, che mettono così a segno un lavoro in linea con la loro storia e proseguono sulla propria storia alla faccia delle critiche.

Tracklist

01. San Quentin (03:31)
02. Skinny Little Missy (03:37)
03. Those Days (03:39)
04. High Time (03:54)
05. Vegas Bomb (03:45)
06. Tidal Wave (03:32)
07. Does Heaven Even Know You're Missing? (03:43)
08. Steel Still Rusts (04:27)
09. Horizon (03:15)
10. Standing In The Dark (04:01)
11. Just One More (03:38)
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