Quando Peter Gabriel uscì da una bara e i Genesis...

Il 2 ottobre 1982 i Genesis si riunirono con Peter Gabriel, non accadeva dal 1975. Ecco come andò.
Quando Peter Gabriel uscì da una bara e i Genesis...

Il 2 ottobre 1982 i Genesis si riunirono in concerto al Milton Keynes Bowl, in Inghilterra, nella loro formazione classica, ovvero insieme a Peter Gabriel. Non accadeva dal 1975. L'evento venne chiamato, scherzosamente, Six Of The Best, un riferimento alla punizione per i cattivi scolari nell'Inghilterra di metà ventesimo secolo che consisteva in una mezza dozzina di colpi con un bastone sulle mani o sul sedere inflitta allo studente dall'insegnante.

Quell'unico concerto venne organizzato per raccogliere fondi per il progetto WOMAD di Peter Gabriel, lanciato dal musicista nel 1980, allora parecchio indebitato, che si dice sia costato personalmente al cantante inglese circa 200.000 sterline. Al proposito Gabriel dichiarò: "L'ambizione ha superato la realtà. Ci siamo presentati con fervore evangelico e pensavamo che tutti gli altri sarebbero stati entusiasti quanto noi. Divenne un incubo quando ci rendemmo conto che dovemmo comprare i biglietti per coprire le spese. I debiti erano ben al di sopra di ciò che potevo coprire Ma la gente mi considerava l'unico riccone degno di essere spremuto, quindi ho ricevuto un sacco di telefonate sgradevoli e minacce di morte."

Quello che segue è un sunto del resoconto di quel concerto come pubblicato nel 2022 da Prog.

Verso le 18.00 Phil Collins, Tony Banks, Mike Rutherford, Chester Thompson e Daryl Stuermer salirono sul palco. Il sesto membro della band, come sempre, si inventò un'entrata che si potrebbe definire 'teatrale'. Quasi dieci anni dopo essere salito sul palco con un abito con la testa di volpe, senza avvisare i suoi compagni di band, sfoderò un altro dei suoi trucchi. Quattro inservienti portarono una bara bianca al centro del palco, da lì uscì Gabriel con la giacca di pelle nera di Rael, il protagonista di "The Lamb Lies Down On Broadway".

Mike Rutherford ricordò: "Sorridemmo tutti quando entrò la bara. Pensammo una cosa come, 'Quello è il nostro Pete!'". Daryl Stuermer aggiunse: "Non credo che nessuno di noi sapesse cosa sarebbe successo. Deposero la bara e fu come se fosse tornato dalla morte. Fu molto divertente!". A chiudere Phil Collins: "Se ci avesse detto che stava pensando di salire sul palco in una bara, probabilmente avremmo detto: 'È davvero la cosa migliore?'. Lo fece e fu divertente."

Peter Gabriel dimostrò immediatamente di avere fatto i compiti a casa; si ricordò tutti i testi e portò persino la maschera di fiori per "Supper's Ready". Mentre molti tra i 60.000 spettatori lo avevano già visto con i Genesis, molti altri no, la band li convinse tutti. Gabriel in seguito disse: "Fu un'occasione calorosa, c'era una bella atmosfera sul palco." Steve Hackett, che perse un volo e si unì ai compagni solo per i bis, affermò: "Ho guardato il concerto dalle quinte e l'ho trovato molto emozionante. C'era tanta gente dietro le quinte quanto sul palco. La magia iniziò a sgorgare proprio nel momento in cui Pete cantò "Can you tell me where my country lies" (l'incipit di "Dancing With the Moonlit Knight", canzone inclusa nell'album del 1973 "Selling England by the pound" (leggi qui la recensione), ndr) quella dichiarazione aperta di positiva perplessità."

Riguardo lo scopo del concerto, Peter Gabriel si rivolse al pubblico presente dicendo: "Alcuni di voi si staranno chiedendo cosa ci facciamo qui. In realtà, questa è una sequenza di un evento precedente chiamato WOMAD, un grande evento che ha perso un sacco di soldi. Ma io sono molto fortunato ad avere un gruppo di persone che sostiene questi ideali, quindi in cambio dei vostri soldi vi daremo quello che pensiamo vi piacerà."

A posteriori tutto assume, ancora di più, i contorni del puro divertimento, Phil Collins: "Mi tornò tutto in mente: cadere, staccare i cavi dei microfoni dalle prese... era il caos!". Chester Thompson, invece ricorda: "Sistemarono i microfoni intorno al palco dove Peter aveva detto che sarebbe stato. Il giorno del concerto, Peter era ovunque, ma non dove il giorno prima aveva detto che sarebbe stato!". Dal canto suo Tony Banks aveva forse compreso cosa sarebbe accaduto prima di tutti: "Indossavo una tuta con la scritta 'kamikaze', che sottolineava il mio atteggiamento. Era strano, e musicalmente non così buono come eravamo abituati. Pete passò alla seconda batteria per "Turn It On Again", ma non riuscì a tenere il tempo perché non si rese conto che c'era un beat in più. Fu davvero divertente, davvero!".

Come detto, Steve Hackett, che aveva lasciato i Genesis nel 1977, giunse in ritardo e salì sul palco solo per i bis – "I Know What I Like (In Your Wardrobe)" e "The Knife". Stuermer, che dal 1978 suonava con i Genesis in tour, non ebbe problemi a gestire la convivenza sul palco. "Sapevo che era lì. Spesso leggo commenti su YouTube e la gente mette me e Steve l'uno contro l'altro. Dicono: 'Penso che Steve sia migliore' oppure 'Penso che Daryl sia migliore'. Io vado molto d'accordo con Steve. Penso che sia un ottimo chitarrista. È buffo che la gente cerchi di farci passare per nemici." Hackett è sulla stessa lunghezza d'onda: "Avevo già conosciuto Daryl. Era un ragazzo molto simpatico e ovviamente un grande musicista. Mi commosse il grande boato del pubblico al mio ingresso: a quel punto, era la squadra al completo, per quanto possibile. Senza dimenticare il mio predecessore, Anthony Phillips. È stato di enorme importanza per lo sviluppo e il successo della band."



Alle 20.30 era tutto finito. Dato che era altamente improbabile che tutte queste persone in futuro si trovassero di nuovo nello stesso posto, nessuno aveva fretta di andarsene. Mike Rutherford commentò: "Queste cose sono sempre davvero surreali; passano così velocemente e, prima che tu te ne accorga, l'evento è finito. La tua mente è così impegnata a cercare di fare bene le parti che ti perdi quello che sta succedendo." Anche Peter Gabriel visse quella che fu una vera e propria reunion con molta emozione: "È stato un po' come andare a scuola quando non ci vai da trenta anni. In questo caso erano stati solo sei anni, ma mi è sembrata comunque un'eternità." Non da meno Tony Banks : "Mi è sembrato un sogno. Fui molto contento quando finì, perché all'epoca non mi ero divertito particolarmente a suonare quella roba!". Hackett non mancò di esprimere la sua gioia: "Dopo mi sono ubriacato. Devo dire che lo erano tutti. Fu una festa fantastica. Alla fine credo di essere stato letteralmente portato fuori dal locale: un mix di eccitazione, jet lag e una bottiglia di troppo. Eravamo tutti fuori di testa, abbracciandoci l'un l'altro, il massimo dell'emozione che un Genesis può avere."


Six Of The Best raggiunse i suoi obiettivi, anche se alcuni membri della band hanno rimpianto la decisione di non registrarlo, a causa dei dubbi sulla sua effettiva qualità. Tony Banks sottolineò: “Quel concerto ha contribuito in qualche modo a risolvere i problemi finanziari di Peter, il WOMAD è diventato un evento mostruoso.” Molto pratico anche il commento di Phil Collins che disse: “Soprattutto, abbiamo contribuito ad impedire che il nostro amico venisse incarcerato, o peggio.” Più pacato, ma non meno sincero, il pensiero di Steve Hackett : “È stato bello essere coinvolti, ed è stato bello farlo per Pete e il WOMAD. Tutti si sono riuniti per le giuste ragioni: non era la precisione della serata a essere importante. Era lo spirito ciò che contava.” Peter Gabriel non ha mancato di ringraziare i suoi vecchi compagni di band: “Sebbene siano spesso ritratti come capitalisti sfruttatori e poco alla moda del mondo del rock, è interamente merito loro se il movimento WOMAD può muoversi, lottare, avanzare lentamente. E non ne hanno ricavato nulla.”

Da ultimo si deve ricordare come il meteo non fu favorevole al Six Of The Best . Alla fine erano tutti inzuppati fradici. Questo il ricordo di Peter Gabriel : “Iniziò verso le sei del mattino e continuò fino alle due del pomeriggio. Pioggia battente.” Pure Hackett non dimentica l'ira di Giove Pluvio che si scatenò quel giorno: “Piovve a dirotto tutto il giorno e tutta la notte. Tutti se lo ricordano. La leggenda vuole che la pioggia sia la maledizione dei Genesis. Se c'è qualcosa all'aperto, pioverà. Questo è stato sicuramente vero durante il mio periodo con la band. Credo che un sacco di gente si sia presa raffreddore e influenza, perché se non avevi un ombrello, eri letteralmente spacciato.”

Setlist:

Back in N.Y.C.

Dancing With the Moonlit Knight (le prime tre strofe)

Carpet Crawlers

Firth of Fifth

The Musical Box

Solsbury Hill

Turn It On Again (con Phil alla voce e Peter alla batteria)

The Lamb Lies Down on Broadway

Fly on a Windshield

Broadway Melody of 1974

In the Cage

Supper's Ready

Encore:

I Know What I Like (In Your Wardrobe) (con Steve Hackett)

The Knife (con Steve Hackett)

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